Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Aurora / Corso Vigevano

Malato di tumore torna a casa e si trova una cartella esattoriale da 21mila euro

Felice, residente in corso Novara, fa fatica a camminare a causa degli interventi e ora deve far fronte ad una grossa richiesta di Equitalia

Per il signor Felice, malato di tumore al fegato, le ultime settimane sono state davvero dense di preoccupazioni. Con una pensione che non arriva neanche ai 500 euro, e che deve bastare anche per un figlio disoccupato, l’uomo deve ora far fronte ad una serie preoccupante di cartelle di pagamento firmate Equitalia. Cartelle ricevute nel mese di settembre.

La cattiva notizia è arrivata via posta al suo ritorno nella casa popolare di corso Vigevano, dopo sessanta giorni di ricovero obbligato presso l’ospedale San Giovanni Bosco. Il 58enne residente di Barriera di Milano ha avuto bisogno di qualche minuto di pazienza per capire quale cifra avrebbe dovuto versare all’agenzia della riscossione. Un totale di 21mila euro, frutto di alcune multe e di spese processuali. Tutte da pagare – si legge in una delle lettere - entro soli cinque giorni.

Una cifra da capogiro per chiunque, figurarsi per un uomo che non è più in grado di lavorare a causa dell’invalidità. “Ho subito pensato che si fosse trattato di un grosso errore – spiega l’uomo -. Ho ricevuto due cartelle da 7mila e 12mila euro ma sono completamente all’oscuro di questa vicenda”.

Felice cammina, a fatica, con una fascia attorno al ventre, il segno di un’operazione dolorosa: l’asportazione della bile e di parte del fegato. Ma l’uomo, che fino al 2009 ha lavorato come guardia forestale, non sa dove trovare i soldi richiesti. Quel poco che arriva per pensione basta a malapena per mangiare e per pagare le bollette. Senza contare le spese mediche, non certo uno scherzo.

“Le cartelle da pochi euro posso pagarle subito. Ma le altre restano una incognita”. A causa degli interventi, che non lo facilitano nella vita di tutti i giorni, Felice non si può nemmeno recare presso una delle sedi dell’agenzia per chiedere spiegazioni. “Sto cercando di vederci più chiaro. Ma devo anche occuparmi della chemioterapia e il tempo a mia disposizione è davvero ridotto. E non intendo tirare fuori un centesimo fino a che non avrò ottenuto delle risposte”.

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