Cronaca Barriera di Milano

L'appello di una famiglia: "Dateci una casa per i nostri figli"

Una coppia, con due figli in età da scuola dell'obbligo, cerca disperatamente un alloggio dove poter vivere. Nessuno, per ora, ha dato loro un aiuto

Vivono alla giornata senza sapere cosa riserverà loro il domani. Lui si chiama Mario e di anni ne ha 35, sua moglie Giovanna invece ne ha compiuti 31. Una coppia come tante con due figli a carico, i piccoli Simone e Noemi di 12 e 13 anni. Ma le belle notizie finiscono qui. Papà e mamma, infatti, sono arrivati a Torino un mese e mezzo fa, in cerca di un lavoro e di una casa. Ma nonostante appelli e domande nessuno ha dato loro una mano. “In realtà noi vivevamo già in Piemonte – racconta il capofamiglia -. Per anni abbiamo vissuto a Cavagnolo, poi ci siamo trasferiti in Sicilia ma dopo cinque anni abbiamo deciso di far ritorno a casa”. Nel tentativo di rifarsi una vita. Ma la sorte non è stata certo molto generosa.

I due, oggi, sono praticamente in mezzo ad una strada, senza un tetto dove passare la notte e senza la speranza di trovare uno straccio di lavoro. Ad aiutare la famiglia ci sta pensando il fratello di Mario che, pur non potendo, si è messo una mano sul cuore dando loro asilo nel suo piccolo appartamento popolare di zona Barriera di Milano. Una casa dove oggi vivono in nove, compreso il fratello di Giovanna – Angelo – che di anni ne ha 18. “Non posso continuare a pesare su mio fratello - spiega Mario -. Stiamo cercando un’occupazione ma nonostante abbia bussato ad un sacco di porte ho sempre ricevuto la stessa risposta”

Mario, ex magazziniere e metalmeccanico, ha chiesto anche uno sforzo ai suoi ex titolari dove lavorava fino ad una decina di anni fa. Ma senza trovare un riscontro. Giovanna, invece, ha rimediato solo qualche entrata in nero come donna delle pulizie. “Purtroppo niente di più” spiega la donna.

Da dimenticare anche il capitolo legato alla casa. Impossibile presentare la domanda per avere una casa popolare perché ai due manca il requisito principale, ossia i tre anni di residenza in un comune del torinese. “In un ufficio comunale ci hanno persino detto che potevamo andare a dormire in tenda” accusa Giovanna, disperata per la situazione. “Non sappiamo più che cosa fare – spiegano i due -. Ma pur di trovare una casa per i nostri bimbi siamo pronti a tutto, anche ad occupare un alloggio”.

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