In cinque sotto sfratto: "Mio marito è malato, non può dormire in auto"

I cinque si sono visti respingere la domanda per l'emergenza abitativa. E l'uomo, nonostante i gravi problemi di salute, non ha nemmeno diritto alla pensione d'invalidità

Non hanno un lavoro e sono finiti sotto sfratto. Sono giorni di fuoco per una famiglia residente al civico 95 di via Parenzo. Maria, 43 anni, Giovanni, 41 anni, e i loro tre figli - la più grande di 17 anni, il più piccolo di appena 5 - rischiano di finire in mezzo ad una strada tra pochi giorni. La loro è una lotta contro il tempo. Giovedì l’ufficiale giudiziario si presenterà alla porta per mandarli via ma la situazione, al momento, non è certo delle più rosee.

Una brutta storia iniziata nel 2009 quando papà Giovanni, ex ambulante, si ammala a causa dell’influenza suina. L’uomo viene ricoverato alle Molinette dove resta in coma due mesi. Ci vogliono poi quattro mesi di riabilitazione per invertire la rotta ma poco dopo ci pensa la crisi del lavoro ad abbattersi sui due. “Quando sono entrato in ospedale pesavo 150 chili circa. Poi causa cortisone e anestesie varie ho superato i 220 chili” racconta Giovanni.

Ma a flagellare la famiglia ci pensa anche il Durc. E inutile diventa il tentativo di concordare un piano di rientro con Equitalia, per un debito di 4mila euro circa. “Il Durc ci ha tagliato le gambe – accusa Maria –. Ci siamo ritrovati costretti a pagare in tempi troppo stretti diversi bollettini Inps in arretrato. E chiaramente non ci siamo riusciti. Noi non avevamo mille euro da dar via in cosi poco tempo. E per tutta risposta il Comune ci ha bloccato l’attività”.

Senza l'amato banco da settembre del 2013 la situazione diventa addirittura tragica. La famiglia si ritrova persino senza il furgone, sequestrato per il mancato pagamento dell’assicurazione. E con i problemi di salute di Giovanni, colpito da una nuova infezione che gli provoca il diabete, l’ulcera e un aumento consistente di peso. Nonostante i problemi di salute oggi Giovanni non riesce ad aver diritto alla pensione d’invalidità. Per la Regione, infatti, l’uomo ha un’infermità del 67% che non basta per avere un sussidio. Anche piccolo.

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Respinta la domanda per l’emergenza abitativa a causa del mancato pagamento delle rate dell’Inps. “Ci sentiamo presi in giro – spiegano i due coniugi -. Come potevamo pagare le rate avendo perso il lavoro? Possibile che le istituzioni non capiscano che non abbiamo nemmeno i soldi per mangiare”. A dare una mano alla famiglia ci pensa la Caritas che offre il pacco viveri mentre a causa delle spese la famiglia si è vista persino costretta a smettere di pagare l’affitto e a ritirare la figlia più grande da scuola. “Finiremo a dormire in una macchina” questo il timore di Giovanni. Chi potesse aiutare la famiglia può chiamare al numero 349-3263376.

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