Cronaca Vallette / Via Delle Primule

Appello da via delle Primule: "Nostro figlio ha bisogno di una casa e di cure"

Il bambino di 4 anni della giovane coppia è affetto da sindrome fenilchetonurica. Una malattia rara che necessità di molte attenzioni. Ma i due genitori vorrebbero anche una casa atc

Prima hanno occupato una casa popolare, poi sono stati costretti a lasciarla e a trovare riparo altrove. Simhonluca e Nicolina hanno 32 e 30 anni e per dare un futuro al loro bambino sarebbero pronti a tutto. Anche ad andare contro la legge, prendendo possesso con la forza di un alloggio. Una situazione nata un anno fa quando il capofamiglia ha perso improvvisamente il lavoro. Sulle spalle c'è poi un bambino di 4 anni affetto da sindrome fenilchetonurica, una malattia rara che di norma si presenta in un caso su 15mila.

Una patologia che necessità di molte medicine, indispensabili per combattere l’irritabilità della pelle e l’eczematosi. Simonhari non può assumere proteine semplicemente perché non le metabolizza. “Assumendole anche solo per errore subirebbe dei gravi danni al cervello” racconta il papà. A mancare sono però i soldi. Oltre ad un impiego.

“Facevo diversi lavoretti – ricorda l’uomo -. Dalle consegne degli elettrodomestici al cameriere”. Nikolina, invece, oggi lavora saltuariamente come donna delle pulizia. “Ma non faccio più di qualche ora” racconta la ragazza in cerca di un impiego stabile.

Così nel corso degli ultimi giorni i due giovani si sono prima rivolti al Comune di Torino per avere una casa popolare e poi agli assistenti sociali. “In questo secondo caso ci siamo sentiti dire che non avevamo i requisiti per essere assistiti” continua Simhonluca. Poi la famiglia ha chiesto asilo ai parenti. A mamma Giuseppina, 64 anni, e a suo marito che è costretto a girare in casa con l’ossigeno a causa di un enfisema. Nonostante tutto alla giovane coppia è stata data una stanzetta di pochi metri quadrati con un letto matrimoniale e una finestra.

“Ma in questi appartamenti delle Vallette non c’è spazio per tutti” dichiara l’uomo. E la pensione dei genitori ovviamente non basta per sfamare cinque bocche. Da Atc è invece arrivato l’invito alla famiglia a presentare domanda per emergenza abitativa. “L’occupazione abusiva di un appartamento è un reato penale – spiegano da corso Dante - ma la legge regionale che disciplina l’edilizia pubblica prevede che una volta messo fine al reato si possa fare domanda chiedendo l’assegnazione, questa volta regolare, di una casa popolare”.

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