Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Tra ex coniugi ai ferri corti spunta l'investigatore, ma è un truffatore: arrestato

Un uomo dal passato criminale e dai mille volti. Nell'ultimo caso aveva clonato le carte di credito della cliente

Si fingeva investigatore privato, ma era un truffatore seriale dai mille profili. E’ stato arrestato dalla Polizia di Stato per frode informatica, uso illecito di carte di credito e truffa. Tutto è nato da una causa di separazione tra coniugi e da un’accusa di intercettazione e dalla denuncia di una frode informatica.

In sostanza, l’ex marito aveva accusato la coniuge di intercettarlo mediante una spy-app installata sullo smartphone della figlia, per monitorare le loro conversazioni e i loro spostamenti quando la ragazzina era in compagnia del padre. Intanto l’ormai ex moglie si era accorta che la sua prepagata era stata usata per acquisti e ricariche online grazie alla creazione di un falso profilo di home banking.

Dalle indagini attivate dagli investigatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino è emerso che la donna si era rivolta al “finto” investigatore privato che si era dichiarato anche un esperto informatico. Una serie di perquisizioni a carico del falso detective hanno svelato l’arcano. A casa dell’uomo gli operatori della Polizia Postale hanno sequestrato, oltre a numeroso materiale informatico, finti tesserini di riconoscimento, un drone pilotabile da remoto ed una pistola scacciacani riproducente fedelmente il modello di armi in uso alle Forze di Polizia.

I successivi accertamenti svolti sull’indagato, un 40enne siciliano con precedenti per reati contro il patrimonio, hanno consentito però agli investigatori di scoprire che il truffatore risultava avere rivestito una miriade di altri profili. Ad esempio, a seconda della situazione, si era presentato come rappresentante di una nota ditta di aspirapolveri, agente mediatore per consulenze in relazione a pratiche di rilascio di patenti, mai inoltrate alla locale Motorizzazione Civile, intascando i compensi e i rimborsi a lui dovuti e in alcune circostanze aveva addirittura assunto le vesti di produttore di film pornografici.

Aveva infatti creato un sito “fake”, mediante il quale reclutava presso il suo studio aspiranti attori porno, proponendo loro casting su Torino, Milano e Palermo. Con il pretesto della proposta lavorativa, faceva stipulare ai candidati un contratto di assicurazione antinfortunistica, di fatto inesistente, al costo di 120 euro.

Sono oltre 15mila euro i proventi acquisiti dall’uomo attraverso l’attività truffaldina finora accertata dagli investigatori. Le indagini hanno provato che le sue fonti di reddito derivavano esclusivamente da espedienti illeciti. Gli accertamenti proseguono al fine di identificare ulteriori vittime del truffatore.

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