Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Falsi tirocini in azienda per favorire l'immigrazione irregolare: 37 denunciati

La maggior parte sono imprenditori

immagine di repertorio

Falsi tirocini in aziende per permettere a cinesi di ottenere il permesso di soggiorno. E' quanto scoperto dalla guardia di finanza di Torino, che, in un'indagine coordinata dalla procura del capoluogo piemontese e conclusa a metà settembre 2018, ha denunciato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falso ideologico sette organizzatori e 30 (falsi) datori di lavoro.

A capo dell'organizzazione c'erano, secondo gli investigatori, una cinese residente a Milano e un avvocato di Genova.

Il gruppo individuava i cittadini interessati a emigrare mediante annunci su chat cinesi e proponeva loro i falsi tirocini: la pratica costava tra i mille e i 3mila euro.

In seconda battuta, venivano individuate aziende in crisi che si prestassero, dietro un corrispettivo da 700 a mille euro per pratica, a presentare fittizie domande di tirocinio (con presupposti insussistenti) presso il locale centro per l’impiego.

Tra gli indagati c'è anche il titolare di uno studio di consulenza sul lavoro, che, oltre a curare gli adempimenti burocratici legati alle domande di tirocinio, predisponeva false dichiarazioni di ospitalità, ossia documenti che attestavano la disponibilità di alloggio da parte dei cittadini cinesi, al fine di procurare loro il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Nel corso delle indagini sono state esaminate numerose pratiche di tirocinio, appurando, allo stato attuale, nove ingressi illegali effettivamente portati a termine.

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