Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Falsi lavori in cooperative compiacenti per non scontare la condanna

Condannato per 'ndrangheta, un sessantaduenne ha evitato la sorveglianza speciale facendosi assumere da una cooperativa intestata ad un nullatenente. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato a scoprirne di più

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto che un 62enne condannato per 'ndrangheta durante il processo Minotauro, pur di ottenere la revoca della sorveglianza speciale a cui era stato sottoposto, si era fatto assumere fittiziamente da una cooperativa compiacente intestata ad un prestanome residente nel capoluogo piemontese. Così facendo il condannato evitava di essere controllato a vista dovendo lui lavorare, cosa che di fatto non faceva.

Durante le indagini si è scoperto che dietro la cooperativa compiacente c'era un giro più ampio di analoghe imprese, tutte operanti nel settore dei servizi e intestate a prestanome nullatenenti, ma concretamente gestite da un 56enne torinese e un 44enne calabrese. Questi ultimi avevano fatto di tutto per poter consentire al 62enne di avere una sentenza favorevole in secondo grado di giudizio, fornendogli un servizio completo fatto da sottoscrizione di un contratto di lavoro per 8 ore giornaliere, la comunicazione al Centro per l'impiego, il rilascio della busta-paga mensile e la predisposizione di falsi fogli per le presenze giornaliere.

A dimostrare che quanto riportavano i documenti non avveniva realmente sono stati i pedinamenti delle Fiamme Gialle. Durante l'orario di lavoro infatti l'uomo si trovava altrove, presso bar, locali pubblici, centri commerciali ovvero a passeggio in compagnia di conoscenti.

Per i tre personaggi (il condannato in primo grado e i due amministratori di fatto delle cooperative) il gip Daniela Rispoli ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di false dichiarazioni. Inoltre questa mattina sono state eseguite dodici perquisizioni presso le abitazioni degli interessati e presso le sedi di tutte le imprese coinvolte, sottoponendo a sequestro documentazione e computer. La Guardi di Finanza passerà infine al controllo della posizione degli oltre 160 lavoranti formalmente assunti dalle cooperative, di cui 77 annoverano precedenti penali per diverse tipologie di reato.

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