Cronaca

False dichiarazioni per ottenere assegno e permesso di soggiorno, 30 universitari indagati

L'inchiesta della procura è scaturita da quella sui foreign fighters partiti per combattere in Siria

Palazzo Nuovo

Falso e violazione delle norme sull’immigrazione.

E' l'accusa che la procura di Torino muove a una trentina di tunisini, iscritti all'Università nel corso di lingue e letterature orientali, per avere presentato un modulo Isee che certificava un reddito basso, in modo da fare ottenere loro l’assegno di sostegno di 2mila euro annui e, soprattutto, il permesso di studio che ha consentito loro di restare in Italia.

Gli investigatori della Digos (polizia) e del Ros (carabinieri), coordinati dal pm Andrea Padalino, sono arrivati loro partendo da Bilel Chihaoui, il tunisino bloccato lo scorso 10 agosto nei boschi alla periferia di Pisa e poi espulso per avere annunciato di "essere pronto al martirio".

Lo stesso filone di inchiesta aveva permesso di individuare quattro foreign fighters che erano partiti a combattere in Siria nelle file dell'Isis.

Uno di loro è morto in combattimento.

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