Cronaca

Scomparsa di Fabrizio Dianin, sospese le ricerche

Fabrizio Dianin, 26enne di Saluggia, è scomparso da 23 giorni nella valle di Val di Susa. "Torna da noi, se c'è un problema possiamo risolverlo insieme", è l'appello della madre. Ipotesi fuga in Francia

E' scomparso da 23 giorni, Fabrizio Dianin, un 26enne di Saluggia, nel Vercellese.

Lo cercano decine e decine di soccorritori: vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, e anche la gendarmerie d'oltralpe rimane in costante contatto radio. Lo cercano in Val di Susa, nelle gole di questa valle dove il suo telefono ha emesso l'ultimo segnale.

Un elicottero dei carabinieri sorvola l'area compresa nei quaranta chilometri di strade e di paesi che separano Susa dal Monginevro e dal confine francese. E' su Chiomonte, Oulx, Cesana, Sestrière, la val Chisone. E ce ne sono quasi cento, di chilometri, tra la sua villetta a un passo dal centro e queste montagne. Ma sembra un mondo. Perché nessuno riesce a spiegarsi che cosa ci facesse, Fabrizio, proprio qui.

Poche ore prima è al lavoro, martedì 15 febbraio. L'ultimo giorno che l'hanno visto. Poi sale sulla sua Peugeot 207 nera e con il Telepass lascia una traccia all' uscita dell’autostrada. Direzione: Val di Susa.

Un ragazzo tutto casa, pallone e fidanzata, e adesso ripete chi lo conosce bene "non sappiamo più dove sbattere la testa". "La fidanzata l'aveva cercato all'ora di cena. Il telefono era già spento", racconta la mamma, Patrizia. Nemmeno un biglietto. Nemmeno una litigata che possa far pensare a un colpo di testa. La vita di Fabrizio sembra in ordine, fino a quel giorno. La fidanzata da chiamare quasi sempre alla stessa ora e i preparativi del matrimonio, fissato per il mese di settembre. La tuta da lavoro con i pantaloni blu e la maglia rossa da indossare presto, al mattino, perché ad aspettarlo c'è il suo posto da operaio in una ditta specializzata in pannelli fotovoltaici a Borgo d'Ale, una manciata di chilometri da Saluggia, il suo paese.

E la solita borsa bianca e nera della sua squadra di calcio, la Virtus, perché nel pomeriggio lo aspettano prima i ragazzini delle giovanili, poi i suoi compagni che giocano con lui in Prima categoria. Un po' allenatore, un po' calciatore. "Arrivo verso le cinque e mezza, come ogni martedì pomeriggio", confida a un dirigente della sua società, Marco Formica, appena dopo pranzo. E' anche l'ultima persona che lo sente.

"Non abbiamo notato niente di strano", dicono in fabbrica. E' un ritornello. "Ne hanno dette di falsità e di cattiverie su di lui, in questi ventitré giorni. La verità è che noi che lo conosciamo così bene non riusciamo davvero a capirci nulla". La madre, Patrizia, che ripete ad ogni appello "torna da noi, se c'è un problema possiamo risolverlo insieme" sente storie come quella della Legione straniera e della fuga per paura di sposarsi. Nega tutto, con forza. Non ci sono prove. Racconta la storia di Fabrizio due volte in tv, a "Chi l'ha visto?". Ma non arriva nessuna segnalazione.

E nei due giorni di ricerche, ora che tra Mompantero e Clavière tentano di trovare almeno l'auto, ai volontari impegnati in questi sentieri torna in mente la tragedia di Daniel Busetti, fuggito per paura di aver ferito delle persone in uno scontro in macchina e infine morto di stenti. A vent'anni. La paura, adesso, è che lui stesso, Fabrizio, sia rimasto vittima di un incidente. Solo, tra queste montagne. 

"Ci ha sorpreso che abbiano iniziato le ricerche in Valsusa così tanti giorni dopo la scomparsa - confida la madre -. Ma cosa possiamo fare noi? Speriamo, preghiamo".

Le ricerche sono state momentaneamente sospese su decisione di inquirenti e vigli del fuoco. Si fa strada, a quanto si apprende, l'ipotesi di una fuga in Francia. Ma l'unica certezza è che Fabrizio è svanito nel nulla.

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