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Profughi e sfrattati, si aprono le porte dell'ex villaggio operai di corso Grosseto

La struttura, appositamente sistemata, potrebbe ospitare fino a 250 profughi. Il Comune intende utilizzarla anche per ridimensionare il fenomeno dell'emergenza abitativa

Un luogo di rifugio per gli sfrattati, i senzatetto e tutti coloro che, sgomberati gli edifici occupati abusivamente, si troveranno senza una casa in cui abitare. A ottemperare tali esigenze ci penserà l'ex villaggio degli operai di corso Grosseto, lungo il passante ferroviario, nella zona nord di Torino.

Una struttura in cui attualmente sono ospitate già 200 persone, affidate alla Croce Rossa, ente che ne ha avuto la gestione dal Comune. Nelle prossime settimane verrà allestita una tendopoli temporanea idonea ad accogliere altri 150 migranti. Anche i conteiner che si trovano dietro corso Grossetto potrebbero essere risistemati e, conti alla mano, l'intero villaggio potrebbe ospitare anche 250 persone.

L'ex villaggio degli operai che hanno realizzato la linea ad alta velocità Torino-Milano, potrebbe essere utilizzato non solo per far fronte all'emergenza profughi, ma anche per risolvere, in qualche modo, l'emergenza abitativa. Tanti a Torino gli stabili che sono stati occupati abusivamente da famiglie sfrattate: l'ultimo solo qualche settimana fa, in via Bardonecchia, dove attualmente il problema principale resta quello della mancanza di acqua potabile.

L'ex villaggio, inoltre, potrà fruire anche per ospitare i profughi delle palazzine dell'ex Moi: queste, una volta terminato il censimento, dovranno essere, infatti, sgomberate.

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