Cronaca

Ex Bertone, nessun accordo Fiat-Fiom. Airaudo: "E' ancora possibile raggiungere un'intesa"

L'investimento previsto dal piano della Fiat per il rilancio delle Officine Automobilistiche Grugliasco è di 500 milioni. Ma senza la firma della Fiom la trattativa non andrà avanti

E' saltata la trattativa per l'ex Bertone. La Fiat si tira indietro, lascia il tavolo e afferma che non esistono le condizioni per l'investimento. E tra i sindacati esplode una polemica senza esclusione di colpi.

La trattativa è da considerarsi finita. La Fiom è accusata dagli altri sindacati di "irresponsabilità": ora il futuro lavorativo di mille persone è appeso a un filo. Con poche differenze si sta riproponendo il modello Pomgliano e Mirafiori: la Fiat tornerà a discutere solo se tutti i sindacati firmano il nuovo piano aziendale.

Per il Lingotto non è sufficiente l'ok di Fim, Uilm e Fismic. Qui la Fiom ha il 65% dei consensi (700 iscritti) e non basta un accordo di minoranza per siglare l'intesa.

L'investimento previsto dal piano della Fiat per il rilancio delle Officine Automobilistiche Grugliasco, l'ex carrozzeria Bertone, è di 500 milioni di euro per produrre un nuovo modello Maserati. I lavoratori della ex Bertone, che la Fiat ha rilevato dall'amministrazione straordinaria, sono 1.095, da sei anni in cassa integrazione.

"Bisognerebbe che nelle imprese non prevalessero gli estremismi, perché alla Bertone è possibile raggiungere un'intesa tenendo conto delle richieste dei lavoratori". Lo afferma Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom. "Non solo i lavoratori devono essere responsabili ma anche le imprese" aggiunge Airaudo.

Per Airaudo non bisogna dare spazio a logiche del passato. La sospensione della trattativa secondo Airaudo "riporta agli anni ’50, quando i lavoratori Fiat venivano invitati a non iscriversi alla Fiom per non perdere il lavoro. Non si può fare terrorismo sui lavoratori: il sindacalismo torinese smetta di nascondersi".

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