Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Ancora bufera sulla Yesmoke, evasi oltre 130 milioni di accise

La fabbrica di sigarette made in Italy è accusata di aver evaso le accise per un valore superiore a 130 milioni di euro e le imposte per altri 35 milioni di euro

Oltre un milione di chili di sigarette contrabbandate in Europa in tre anni per un'evasione delle accise di oltre 130 milioni di euro. Sono questi i numeri risultanti dalla verifica fiscale effettuata dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza nei confronti della Yesmoke Srl, l'azienda di Settimo Torinese, balzata alle cronache per un'inchiesta che vede la società stessa imputata di contrabbando di sigarette. Un'inchiesta che lo scorso novembre aveva portato all'arresto di 12 persone tra Italia e Germania per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando. Peraltro, per lo stesso periodo - tra il 2011 e il 2014 - gli agenti della Guardia di Finanza, hanno calcolato anche un'evasione dell'imposta sul valore aggiunto dovuta per oltre 35 milioni di euro.

L'inchiesta condotta dalla Procura di Torino assieme alla Guardia di Finanza e con la collaborazione dell'Olaf (Ufficio Antifrode Europeo) avrebbe accertato che circa il 90% della produzione dell'azienda torinese destinata all'export sarebbe finita nel circuito illegale del contrabbando grazie alla complicità di una sussidiaria tedesca, la Yesmoke GmbH, creata ad hoc per gestire tutta l'attività "commerciale". Parallelamente all'attività legale della società, quintali di sigarette lasciavano regolarmente lo stabilimento torinese e, una volta superata la dogana, transitavano da aziende fittizie fuori dall'Europa (principalmente Ucraina, Moldavia e Turchia), per poi rientrare sul mercato nero della Comunità Europea, senza che fossero state pagate le accise.

Una vicenda che va avanti da molti anni quella legata alla Yesmoke dei fratelli Carlo e Gianpaolo Messina il cui stabilimento ha sede a Settimo Torinese, in provincia di Torino. L'azienda di sigarette made in Italy era già sospettata di aver sostituito le vecchie fabbriche che negli anni '80 e '90 facevano arrivare con i motoscafi da Brindisi e Montenegro tonnellate di stecche di Marlboro per il commercio di contrabbando. L'azienda era stata, infatti, già denunciata dalla Philip Morris che era riuscita a vicere la causa condannando la Yesmoke a pagare una multa milionaria e a chiudere i battenti fino al 2007.

Negli anni successivi l'azienda aveva cominciato a produrre una propria miscela americana vendendola a prezzi decisamente al di sotto di quelli del mercato. La sua attività era andata avanti a singhiozzo per irregolarità del deposito fiscale mentre alle frontiere dei Paesi di tutta Europa si continuavano a sequestrare migliaia di pacchetti diretti chissà dove e che sfuggivano al controllo del monopolio.

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