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Eternit: oggi sentenza di secondo grado. Presidi davanti al tribunale

I primi ad arrivare sono stati quelli dei sindacati di base Cub, seguiti da una delegazione di svizzeri del Caova, da Losanna, un comitato di "aiuto e orientamento delle vittime dell'amianto"

A pochi giorni dalla morte del barone belga De Cartier, uno degli imputati già condannato in primo grado, oggi si conclude il processo Eternit con la sentenza di secondo grado.

Dalle prime ore della mattinata davanti al Tribunale di Torino si sono radunati diversi manifestanti: obiettivo il secondo imputato, l'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, richiamato in uno striscione affisso alle recinzioni con scritto "Schmidheiny, ti aspettiamo in Svizzera".

Schmidheiny è stato condannato in primo grado a sedici anni di carcere per disastro ambientale doloso.

Quanto a Louis De Cartier, l'imputato deceduto a 92 anni, il suo legale ha chiesto "l'estinzione del reato". A lui si è associato il responsabile civile, la società Etex: l'accoglimento della proposta potrebbe azzerare gli indennizzi a numerose parti civili. "Non c'e la prova evidente dell'innocenza di De Cartier - ha replicato Raffaele Guariniello dai banchi dell'accusa - Anzi, è il contrario. Chiediamo di non doversi procedere per 'morte del reo'".

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