Prestiti a “titolo di amicizia” poi botte e minacce per avere il denaro: nei guai tre persone

Un uomo con un passato da commercialista e due “esperti nel settore del recupero crediti”

Immagine di repertorio

Estorsione aggravata. Questa è l’accusa nei confronti di tre persone dalla quale ora si dovranno difendere. Sono finiti in carcere un 53enne lucano e un 63enne calabrese, mentre un 56enne torinese, secondo le indagini della Guardia di Finanza di Torino l’organizzatore di una tentata estorsione ai danni di un immobiliarista torinese, è stato denunciato. Su di loro pende la richiesta di rinvio a giudizio. Il 56enne ha un passato da commercialista ed è già noto alle cronache per altre vicende.

Dalle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, è emerso, in sostanza, un groviglio di rapporti fra imprenditori in difficoltà economica soliti, all’apparenza, a farsi “prestiti” a titolo di “amicizia” finché dall’insolvenza di uno di questi è esploso il “tutti contro tutti”.  

Una vicenda, connotata da minacce verbali e percosse, nata, secondo le indagini dei Finanzieri del Gruppo Torino, da una questione di debiti e crediti tra quelli che, un tempo, si definivano amici. Le richieste del 56enne torinese di riavere una somma di denaro si fanno sempre più insistenti, sino al punto di assoldare due “esperti nel settore” del recupero crediti. I due aguzzini, già noti agli inquirenti per reati ben più gravi, iniziano a vessare e minacciare sempre più pesantemente il malcapitato, non risparmiandogli anche le botte.

La vittima, esasperata, si rivolge ai Finanzieri del Gruppo Torino che, dopo una breve indagine, organizzano, all’ennesima richiesta di denaro, un incontro tra l’uomo e i due complici. Inequivocabile, ai fini dell’indagine, la scena a cui assistono i militari: la vittima, microfonata, subisce infatti l’ennesima richiesta di denaro, palesemente minacciosa nei suoi confronti e della sua famiglia. I Finanzieri, prima che la situazione degeneri, intervengono e arrestano i due.

Nel corso delle perquisizioni effettuate a casa di tutti gli uomini coinvolti nella vicenda, è stata rinvenuta una pistola Beretta, risultata poi rubata, alcuni grammi di cocaina, assegni e denaro contante la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti.

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