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Titti Postiglione e Alberto Valmaggia

Titti Postiglione e Alberto Valmaggia

Simulazione di terremoto: un vero e proprio test per la Protezione civile piemontese

Tra il 14 e il 16 giugno, scatta l'operazione "Magnitudo 5.5": un'occasione per verificare la coordinazione dei vari reparti in caso di reale emergenza

Il Piemonte si mette alla prova. Tra il 14 e il 16 giugno, tra Torino e il Pinerolese - cioè nella zona a maggior rischio sismico della regione - , verrà testato il sistema di Protezione civile in caso di terremoto. L'esercitazione, voluta dal Dipartimento Nazionale della Protezione civile, prende il nome di "Magnitudo 5.5" ed è un'operazione "full scale", con attivazione dei posti di comando e azioni reali sul territorio.

"Gli stessi operatori che verranno coinvolti nella simulazione del terremoto - ha spiegato Titti Postiglione, responsabile della sala operativa nazionale della Protezione Civile - non concoscono in anticipo alcuni dettagli, questo proprio per testare meglio la capacità di reazione e di valutare quali saranno le tempistiche in caso di una reale emergenza".

All'operazione, che scatterà con la notizia di un terremoto di magnitudo 5.5. della scala Richter a un'ora non definita di martedì mattina, parteciperanno i vigili del fuoco, gli operatori sanitari, i tecnici, le istituzioni comunali, le forze armate e le forze di polizia locali. A Torino si attiverà la Sala operativa regionale, nei territori colpiti si procederà all'apertura dei Centri di coordinamento a livello provinciale e comunale mentre a Roma si simulerà la convocazione del Comitato Operativo della Protezione civile.

"Tutto questo non viene fatto per verificare le capacità dei singoli operatori o gruppi  - ha spiegato Postiglione - ma per testare la capacità di coordinazione tra di loro. Quanto più saremo in grado di tirar fuori eventuali criticità, tanto più saremo preparati in caso di reale emergenza".    

Nel corso delle tre giornate verranno mobilitate 700 persone e diverse saranno le funzioni che verranno messe alla prova nel corso dell'operazione di simulazione. Tra questi la gestione dell'evento da parte della Sala operativa regionale in coordinamento con il sistema nazionale; la pianificazione dei soccorsi; l'attivazione delle procedure per il concorso anche da fuori regione; la comunicazione con la popolazione e con i mass media; la coordinazione del volontariato. 

"Sarà un'operazione - ha detto Alberto Valmaggia, assessore regionale alla Protezione civile - che non servirà solo a mantenere attivo il sistema piemontese ma, con la coordinazione dei vari settori, a verificare la capacità di reazione in caso di emergenza reale":   

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