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Molinette: 10 mila dipendenti senza stipendio per "colpa di un errore"

Sindacati sul piede di guerra per il mancato pagamento dello stipendio agli oltre 10 mila dipendenti della Città della salute e della Scienza di Torino. Il sindacato: "Chiediamo che l'assessorato apra immediatamente un'indagine su quanto accaduto"

Senza stipendio per colpa di un errore tecnico. Gli oltre 10 mila dipendenti - tra medici, infermieri e impiegati - della Città della Salute e della Scienza di Torino, l'azienda sanitaria che comprende Molinette, Sant'Anna, Regina Margherita e Cto, non hanno ricevuto gli emolumenti di dicembre. I sindacati sono sul piede di guerra e, anche se il problema dovrebbe essere risolto nei prossimi giorni, l'azienda sanitaria intende chiedere i danni.

Colpa del Csi Piemonte, il Consorzio per il sistema Informatico che ha il compito di elaborare e trasmettere alla Tesoreria di Intesa Sanpaolo gli stipendi del personale dell'Asl, la più grande del Piemonte. "E' stato un errore in fase di invio dei flussi informativi all'Istituto di credito", spiega il direttore generale del Consorzio, Ferruccio Ferranti, che si dice "rammaricato per il disagio causato" e assicura "il necessario adeguamento delle procedure per evitare il ripetersi di tali spiacevoli situazioni".

Ad accorgersi del mancato pagamento sono stati alcuni dipendenti nella giornata di venerdì. La questione è stata segnalata alla direzione generale dell'azienda sanitaria, che si è subito messa in contatto con i vertici della Tesoreria per risolvere i pagamenti. L'accreditamento degli stipendi dovrebbe avvenire già tra lunedì e martedì, con valuta 27 dicembre, ma l'azienda fa sapere di volersi rivalere in tutte le sedi opportune per tutelare i propri dipendenti.

Parlano di "grandissima irresponsabilità e superficialità" i sindacati, che chiedono di "perseguire duramente i dirigenti o le strutture responsabili" e, all'assessorato regionale competente, di "aprire immediatamente un'indagine su quanto accaduto". "Cosa possono fare i lavoratori che mi hanno chiamato, piangendo, perché si sono visti rifiutare il prelievo al bancomat?", chiede Mario Caserta, della Cisl Funzione Pubblica di Torino. Dura anche la Cgil, che chiede una "immediata azione legale". "Tutto ciò è di una gravità assoluta, non si può giocare con la vita delle persone", di Francesco Cartellà, che si dice "pronto a tutelare i colleghi, anche attraverso una class-action".

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