Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Chivasso

Nucleare: produrre energia di fusione, nasce progetto Iter a Chivasso

La linea è stata inaugurata questa mattina a Chivasso. Il progetto è un fiore all'occhiello per la ricerca italiana, consentirà di trasportare una corrente altissima, circa 60 mila ampere

E' nata a Chivasso la prima linea europea per la produzione di cavi superconduttori da installare nel reattore sperimentale Iter, il grande progetto internazionale al quale partecipa l'Enea (Agenzia Nazionale Nuove Tecnologie) destinato alla ricerca per produrre energia di fusione. E' un fiore all'occhiello per la ricerca italiana, frutto del lavoro dell'azienda di impianti Criotec e della Tratos Cavi, leader mondiale nel settore. Il cavo è in grado di trasportare una corrente altissima, di 60.000 ampere; è composto di fili di niobio-stagno rivestiti da un guscio di acciaio compresso. Al loro interno circolerà elio liquido alla temperatura di -270 gradi, cosa che permetterà di annullare la resistenza elettrica del sistema consentendo alla corrente di scorrere senza dissipare energia.

La linea è stata inaugurata questa mattina nel torinese. Presenti il sottosegretario al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, il commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, i senatori Enzo Ghigo e Andrea Fluttero. La gara internazionale relativa a questo lavoro è stata vinta nel dicembre scorso dopo due anni di impegno per presentare il progetto. La prima tranche di 850 metri di cavo (in totale ne dovranno essere prodotti 60 chilometri, a fronte di una commessa di 50 milioni di euro totali) dovrà essere consegnata in gennaio. Per trasportarlo nel sito di Iter, in Francia, a Cadarache (ogni paese concorrente, dall' Ue al Giappone, dalla Russia, agli Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India, produce una parte) è stata creata una spirale intorno alla quale il cavo viene avvolto dopo essere passato in un apparecchio che lo incurva.

"Stare fuori dal progetto sarebbe stato un errore - commenta Saglia - Con l'Enea il Governo italiano ha fatto di tutto per entrarvi, perché pensiamo che la ricerca per la la fusione, mirata a produrre energia pulita e senza scorie, sia fondamentale. Si tratta di una sfida, ma anche di un progetto industriale con grandi ricadute economiche per l'Italia".

(ANSA)


 

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