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Salva l'emodinamica del Santa Croce di Moncalieri: "Non chiuderà"

L'atto aziendale presentato dal direttore dell'Asl To5 Uberti conferma anche la necessaria costruzione dell'ospedale unico come soluzione per risolvere gli attuali problemi della macroarea ospedaliera

I reparti di Emodinamica e di Terapia Intensiva Neonatale del Santa Croce di Moncalieri non chiuderanno entro l'anno. A dirlo è il direttore generale delll'Asl To5 Massimo Uberti nell'atto aziendale consegnato ieri nelle mani dell'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta. Un atto, questo, che dovrà essere ufficializzato dalla Giunta Chiamparino entro il 21 settembre, ma che può dirsi quasi certo data l'approvazione dello stesso da parte dei 40 sindaci dell'area Torino Sud, compatti anche per ciò che attiena alla costruzione dell'ospedale unico che raggrupperà le prestazioni sanitarie dei presidi di Moncalieri, Nichelino, Carmagnola e Chieri.

Dopo il piano di rientro presentato dalla Regione che vedeva - nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera - la chiusura di 11 emodinamiche sul territorio piemontese, l'Asl To5 ha fatto marcia indietro, assicurando che il servizio - insieme a quello di Terapia Intensiva Neonatale - "rimarrà in essere nei modi e nei tempi stabiliti dalla Regione Piemonte". E così, dopo numerose battaglie politiche che hanno visto scendere in campo in prima persona il consigliere pentastellato Giorgio Bertola, i circa 100mila utenti che usufruiscono di tali prestazioni sanitarie possono tirare un sospiro di sollievo. L'ultima parola spetta alla Regione, ma dal Comune di Moncalieri si dicono fiduciosi e quasi certi che la prospettiva presentata dal direttore dell'Asl To5 Uberti sarà rispettata.

“Oggi compiamo un altro passo in avanti verso il mantenimento di due eccellenze fondamentali dell’ospedale Santa Croce e del territorio dell’Asl To5. Noi non abbiamo mai cambiato idea nel considerarle prioritarie per il diritto alla salute dei cittadini di Moncalieri e del bacino - ha affermato Paolo Montagna, sindaco di Moncalieri -. Auspichiamo e siamo fiduciosi che l’Assessore Saitta, anche a seguito dell’intesa dei 40 sindaci del territorio sulla realizzazione di un ospedale nuovo, unico e di zona, confermerà le indicazioni dell’atto aziendale”. 

L'OSPEDALE UNICO - Confermata, nell'atto aziendale, anche la costruzione dell'ospedale unico, per far fronte alle problematiche che si evidenziano nella macroarea ospedaliera dell'Asl To5, quali vetustità delle strutture e loro collocazione, ridondanze di apparati di supporto e attrezzature: problematiche queste che potrenno essere risolte solo con la costruzione di un ospedale riunito. "Il presidio ospedaliero riunito dell'Asl To5 garantisce attività di produzione specialistica ospedaliera per la popolazione del proprio territorio - si legge nell'atto aziendale del direttore Uberti -. Le case di cura private accreditate presenti collaborano nell'attività di produzione specialistica complessiva a integrazione di quanto fornito dai presidi".

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