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L'emodinamica di Moncalieri chiuderà, Saitta: "Il risparmio passa dalla buona gestione"

L'incontro con i sindaci dell'AslTo5 e l'assessore regionale alla Sanità ha chiarito, almeno nei termini temporali, quello che sarà il destino dei laboratori di emodinamica dell'ospedale Santa Croce. Presenti molti dei sindaci e le sigle sindacali che chiedono il taglio degli sprechi e non dei servizi sanitari

Sui tagli alla sanità si discute molto, su alcuni determinati tagli sembra che si possa discutere di più. Questo è il caso del reparto di Emodinamica dell'ospedale Santa Croce di Moncalieri, che nel tardo pomeriggio di martedì è stato confermato come uno dei tagli da effettuare entro il 2016. "Il nostro sistema sanitario - racconta a Torino Today l'assessore Antonio Saitta- è l'unico nel nord Italia ad avere i conti rosso. Per trovare situazioni simili - spiega - bisogna andare dal Lazio e scendere verso sud". Dunque una questione di costi e conti da far quadrare. 

Quella che è stata definita come dead line per la chiusura del reparto è chiara: entro il 2016 l'emodinamica del Santa Croce cesser di esistere. Nell'aula consiliare di Moncalieri alla presenza del sindaco Roberta Meo e degli altri primi cittadini che fanno riferimento all'AslTo5, oltre ovviamente che dei rappresentanti delle sigle sindacali confederate, l'assessore regionale alla Sanità ha dato in chiaro l'annuncio che la "cura da cavallo di Chiamparino", così la definiscono i sindacati nel  loro volantino, colpirà non solo Moncalieri. "Siamo costretti a dovere fare scelte importanti per potere garantire una sanità più snella ed efficiente - aggiunge il titolare della Sanità piemontese - ed è importante che si deve innanzi tutto affrontare in modo più pragmatico la questione gestionale. Insomma - conclude l'assessore  si risparmia gestendo meglio, in modo tale da garantire le attività e i servizi". 

Ad intervenire durante l'incontro anche il primo cittadino moncalierese parlando di diritto alla salute e difesa delle eccellenze. Tema caro a molti sindaci quello delle eccellenze, come del resto lo sono i numeri. Infatti, secondo quanto spiegato dai sindaci, l'80 per cento dei pazienti arrivati al pronto soccorso ha problemi cardiologici, sembra quindi chiaro di quanto possa essere pericoloso un taglio ad un settore della sanità così rilevante. "L'obiettivo è il salvataggio della sanità pubblica - spiega ancora Saitta - Facciamo delle scelte che non definisco come tagli, ma piuttosto come riqualificazione del sistema per renderlo più efficiente". 

Ma l'assessore annuncia che "non ci sarà nessun tagli se non esisterà una valida alternativa". Una risposta che non sembra però convincere i medici e gli operatori sanitari che con un breve documento spiegano: "Appare paradossale come ci si possa trovare di nuovo a discutere del nuovo programma di dismissione del nuovo programma di dismissione del nostro laboratorio di emodinamica, questa volta pensato dalla giunta Chiamparino, per opera dell'attuale assessore alla sanità Antonio Saitta, nostro ex manifesto alleato". 

Il tema forte, tra i tanti temi trattati come la creazione di un polo unico per Moncalieri e Nichelino piuttosto che il caso Carmagnola, su cui Saitta sottolinea: "non possiamo perdere ciò che di positivo è stato creato nel tempo. In un ospedale territoriale è ancora possibile assegnare delle specialità importanti", rimane quello dell'emodinamica. "C'è stata una crescita enorme delle emodinamiche, oggi ci tocca riparare ad una mancanza di programmazione. Abbiamo dato al ministero un cronoprogramma e questo tema deve essere assunto entro il 2016. C'è un problema di bacino di utenza e di percorrenza - sottolinea - La scelta per noi è chiara non c'è nessuna chiusura". 

"Siamo di fronte alla necessità di non tagliare i servizi e garantire una capillarità dell'assistenza territoriale" riprende Saitta dando una risposta alle sigle sidnacali, che parlano di possibili riduzioni gravi dei servizi. Quindi non si parla di serrata, ma piuttosto di una migliore redistribuzione dei costi e della gestione. "Gli amministratori si stanno rendendo conto - racconta Saitta appena fuori dal palazzo del Comune - che è necessario ridurre i costi per garantire la salute di tutti i cittadini. Dobbiamo affrontare la questione in modo pragmatico - conclude - è obbligatorio trovare un modo per imputare i giusti costi a servizi efficienti. Efficienza che passa dal risparmio, come per esempio trovare una formula per istituire un centro unico di acquisto per i beni necessari alle funzioni sanitari, ad oggi sprechiamo molto anche in questo versante, così come su quello della gestione del personale. La riduzione del personale degli ultimi anni non ha fatto risparmiare sostanzialmente". 

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