Cronaca Barca / Lungo Stura Lazio

Lungo Stura Lazio: bidoni vuoti e marciapiedi invasi dai rifiuti

I residenti del campo non farebbero la differenziata. Lo dicono i residenti della zona, lo dicono le foto dell'immondizia ammassata sui marciapiedi e a ridosso della strada. Denuncia di Scagliotti sul tema ormai molto caldo

I bidoni dell'immondizia restano desolatamente vuoti mentre tutto intorno è un fiorire di cumuli di spazzatura. In lungo Stura Lazio si torna a parlare per l’ennesima volta di emergenza rifiuti. Bastano le immagini dei marciapiedi della strada, infatti, a dare l’idea di una situazione che si trascina stancamente da oltre un anno. I bidoni collocati presso ogni uscita del campo nomadi da Amiat si sono rivelati con il tempo un flop perché nessun residente del campo li ha mai usati. Pochissime le eccezioni. Al contrario la maggior parte degli ospiti del campo non si fa alcun problema a scaricare l’immondizia a ridosso dei marciapiedi, in strada o peggio sulle tartassate sponde del fiume Stura dove l’emergenza è totale.

Intanto accanto ai bidoni della spazzatura compaiono oggetti di qualunque tipo, persino materassi, sacchi neri e avanzi di cibo che qualunque automobilista può vedere transitando nei pressi della baraccopoli. Dando un’occhiata da vicino si possono anche scorgere dei giochi per bambini e dei paraurti. Vere e proprie distese di pattume che si protraggono fin dentro il campo abusivo. Un incubo che sembra davvero non avere fine nonostante le manifestazioni di solidarietà e protesta e gli appelli alle istituzioni.

“Mi sono recato di persona in lungo Stura Lazio – denuncia il capogruppo della Lega Nord in circoscrizione Sei Enrico Scagliotti -. Ho potuto constatare che nei bidoni ci sono due o tre sacchi mentre sui marciapiedi regna il caos totale. Purtroppo non è un caso ma la realtà di tutti i giorni”. E questo nonostante il lavoro certosino degli operatori Amiat che settimanalmente intervengono con i ragni per rimuovere i rifiuti abbandonati dove capita. “Si tratta dell’ennesima prova che dimostra come queste persone non abbiano alcuna intenzione di integrarsi – continua il consigliere Scagliotti -. Sono stati buttati molti soldi per bonificare la baraccopoli ma a due anni di distanza dovremmo di nuovo sederci attorno ad un tavolo per riaffrontare lo stesso medesimo problema”.

 

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