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Ritirato il decreto per gli indennizzi alle imprese vittime dei No Tav

Il decreto, inserito nel provvedimento contro il femminicidio, è stato ritirato. Battaglia del M5S per non farlo approvare in seguito

I tempi si allungano. Per l'approvazione del decreto che riconosce alle imprese e alle ditte della Val Susa danneggiate dal sabotaggio dei No Tav bisognerà aspettare. La commissione bilancio della Camera dei Deputati ha infatti ritirato l'emendamento, che intende estendere le procedure che si seguono anche per le aziende colpite dalle azioni persecutrice mafiose nei confronti delle ditte operanti al Tav.

Una battaglia che si annuncia aperta: l'intenzione è di ripresentare l'emendamento, ma i grillini intendono mettersi dietro le barricate per bloccarlo. Laura Castelli, deputatata del M5S, annuncia la battaglia del partito di Grillo contro un emendamento definito incostituzionale.

Secondo il Senatore Stefano Esposito, la bocciatura "è un fatto grave, che umilia quegli imprenditori e tutti coloro che in questi anni hanno fatto una battaglia per la legalità, la democrazia e lo sviluppo della Valle di Susa. Sono costernato nel constatare che, nonostante le decine di attentati incendiari, le continue minacce rivolte dalla frangia violenta del movimento No Tav, i pacchi bomba potenzialmente mortali spediti ai giornalisti, la maggioranza di Governo sia riuscita a fare una figura così umiliante".

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