Barriere architettoniche, Magliano: "Piano chiaro per eliminarle"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Una città senza  barriere (architettoniche, sensoriali, di qualsiasi natura) cambierebbe la vita non a una sparuta minoranza di sfortunati, ma a quasi un terzo della popolazione torinese, e sarebbe una conquista anche per anziani, per persone con disabilità momentanea e per tante altre categorie di cittadini. La stima del 30% è del Coordinamento Comitati Spontanei di Quartiere “Domenico Sereno Regis”.

Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche dovrà avere un approccio pragmatico e non dovrà limitarsi all’elenco delle priorità degli interventi (considerando il budget a disposizione e le diverse gravità delle situazioni): dovrà piuttosto articolarsi quale progetto pluriennale con scadenze e obiettivi chiari, non irraggiungibili ed esplicitamente dichiarati.

Questa istanza proviene principalmente dai cittadini ed è giusto che la sua realizzazione da parte dell’Amministrazione Civica sia sottoposta al principio della più totale e trasparente accountability. Sempre sperando che questo tipo di interventi sul territorio, che sono interventi di civiltà,  non siano impediti da improvvisi e scellerati tagli di bilancio.

Ma è un’ipotesi alla quale non voglio neppure pensare.

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