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Doppio allarme ebola in via Roma e a Carmagnola, due persone in isolamento

In poche ore sono scattati due allarmi a Torino e a Carmagnola. A temere di aver contratto il virus sono stati un tedesco che da poco era stato ad Amsterdam, ed un agricoltore trentenne originario del Marocco

Due allarmi ebola in un solo giorno a Torino. Nelle ultime 24 ore negli ospedali San Lorenzo di Carmagnola e al Maria Vittoria sono state tenute sotto osservazione due persone - un marocchino ed un tedesco - che avevano mostrato qualche strano sintomo riconducibile all'ebola e si erano detti timorosi di aver contratto il virus per essere entrati in contatto con persone originarie dell'Africa.

In via Roma un uomo tedesco, con il figlio al seguito, è entrato nella farmacia Centrale e, coprendosi la bocca con una mano, ha chiesto in inglese di poter avere una mascherina perché credeva di avere l'ebola. I farmacisti, vista la richiesta, hanno subito contattato il 118 e la polizia municipale e poco dopo sul posto sono arrivate un'ambulanza e gli agenti a cui l'uomo ha spiegato di essere stato da poco ad Amsterdam e di aver frequentato parecchi africani. Come sintomi lamentava un forte mal di pancia da diversi giorni.

Trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Maria Vittoria, i medici hanno escluso che potesse trattarsi di ebola. Non era null'altro se non un'influenza.

Il secondo allarme è scattato a Carmagnola. Un agricoltore marocchino di 30 anni si è presentato spontaneamente all'ospedale San Lorenzo con una forte febbre e con sangue al naso. Anche qui è stato il trentenne stesso a pronunciare la parola ebola, virus che avrebbe contratto - secondo lui - quando si era recato in questura per rinnovare il permesso di soggiorno e si era trovato a fare la coda insieme a diversi africani.

E' scattato il piano di emergenza e l'agricoltore è stato messo in isolamento. Contemporaneamente i medici hanno contattato l'Amedeo di Savoia quale centro specializzato in malattie virali e la questura. Proprio da corso Vinzaglio è arrivata la prima buona notizia perché, quando l'uomo aveva rinnovato il permesso di soggiorno, insieme a lui c'erano poche persone e nessuna di queste proveniva da paesi a rischio, ma erano tutti lì per lo stesso motivo. Nonostante le rassicurazioni della questura, il trentenne è rimasto sotto osservazione ancora per qualche ora.

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