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Arrivano gli Eagles of Death Metal, Torino pensa alle misure di sicurezza

All'Hiroshima Mon Amour: "Facciamo concerti tutte le settimane, questo è uno come tanti". Ma le forze dell'Ordine ci saranno

Gli Eagles of Death Metal arrivano anche a Torino. La band americana, scampata al massacro dello scorso 13 novembre al Bataclan di Parigi, dopo aver annullato la tournée europea e una sosta di qualche mese, è ripartita. E in Questura, nelle prossime ore, si deciderà, con gli organizzatori del concerto, quale sarà l'attenzione da riservare a questo evento, per stabilire poi le modalità di intervento. 

Poche settimane fa per la band c'è stato il concerto di Stoccolma e il 16 febbraio scorso, il ritorno nella capitale francese, stavolta all'Olympia. Una ripresa dolorosa ma necessaria, un tour quello di Jesse Hughes e compagni, ribattezzato "Nos  amis" - i nostri amici, in francese - in omaggio alle vittime dei terroristi.

Domenica 28 febbraio gli Eagles of Death Metal approderanno all'Hiroshima Mon Amour, dopo l'annullamento della data del 5 dicembre scorso al Cap 10100. È uno dei tanti concerti che ogni settimana vengono ospitati nel noto locale ma, inutile nasconderlo, qualche sensazione diversa questa volta la provoca. Un misto tra commozione, rabbia e purtroppo anche paura.

Concerto del 28 febbraio annullato

biglietti per assistere alla performance sono esauriti da settimane ma all'Hiroshima ci si stupisce dell'attenzione eccezionale rivolta all'evento. Sarà il solito glaciale "aplomb sabaudo" o forse più semplicemente il non voler dare spazio a sentimenti come la paura, ma qui di emozioni o timori particolari, alla vigilia del concerto, non se ne percepiscono.

"Immaginiamo che domenica ci saranno le forze dell'ordine ma non abbiamo idea in che misura - dichiarano dall'ufficio stampa -. Facciamo concerti tutte le settimane e questo è un concerto come tanti altri. E come tanti altri, anche in questo caso, i biglietti sono andati esauriti".  

Sarà. Ma sarebbe anche bello interpretare il sold out, senza mettere in dubbio il talento della band, come una reazione dei giovani alla paura per il terrorismo, una piaga che ormai attanaglia la quotidianità di ciascuno.

Anche Jess Hughes, l'idolo della band che domani sarà a Roma, ha ammesso di conoscere la paura. Lui stesso ha confessato di aver avuto le gambe che tremavano sul palco di Stoccolma e di aver anche versato qualche lacrima nel backstage, dopo aver rivissuto col pensiero, volere o no, i terribili momenti di Parigi. Eppure porta gli anfibi da duro, fa un rock misto all'heavy metal e lo chiamano "The Devil". 

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