Cronaca Corso Vercelli, 165

Ancora due micro-cellulari nelle celle del carcere: secondo caso in otto giorni

"Senza agenti posto telefonico pubblico illecito"

Continua l'abbinamento tra micro-cellulari e carcere di Ivrea

Due micro-telefoni cellulari, perfettamente funzionanti e completi di carta sim e di caricabatterie, sono stati trovati dagli agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Ivrea giovedì 31 ottobre 2019.

Il primo è stato scoperto al primo piano del lato destro, in una cella occupata da due italiani in carcere per furto. L'altro sempre al primo piano ma dal lato sinistro, in una cella occupata da due detenuti italiani in carcere per rapina. Un telefonino era nascosto all'interno della scatola del dentifricio. L'altro, invece, all'interno di un rotolo di carta igienica.

L'episodio segue di soli otto giorni quello analogo del 23 ottobre precedente

"Constatiamo - dice Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, che ha diffuso la notizia - che le carceri, con il ritrovamento di 'grappoli' di cellulari, come successo in quello eporediese, si trasformerebbero, senza l'incessante lavoro di controllo della polizia penitenziaria, in luoghi con postazioni telefoniche pubbliche ovviamente illecite, che rappresenterebbero uno smacco alle regole primarie di una sicura detenzione, quella di impedire una comunicazione indiscriminata con l'esterno. Qualcuno risparmi il buonismo derivante dal fatto che l'utenza userebbe il telefonino solo per le ulteriori comunicazioni con le persone care. Con gli organici falcidiati, garantire la sicurezza delle carceri non può essere un lavoro miracoloso della polizia penitenziaria, che senza divise e senza mezzi rischia financo di lavorare in borghese nelle sezioni. Il carcere di Ivrea senza un direttore e un comandante titolari e con una grave penuria di organico, va avanti solo grazie agli immensi sacrifici e alla professionalità di agenti, assistenti e ispettori".

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