Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Incidente durante il trasporto: scoperti 600 kg di hashish nascosti nelle fioriere, due arresti

Nei guai due torinesi. Lo stupefacente, arrivato nel porto di Livorno su una motonave, avrebbe fruttato circa 3 milioni di euro

Si è conclusa con l’arresto di due torinesi e il sequestro di 600 kg di droga proveniente dalla Spagna l'operazione "Broken Planters" coordinata e diretta dalla procura della Repubblica di Livorno e svolta dalla Squadra Mobile con la collaborazione dell'Ufficio di frontiera marittima della polizia di Stato e del reparto Antifrode dell'Agenzia dogane e monopoli (Adm). Al termine delle indagini, durate oltre un anno, sono finiti in carcere due torinesi, di 36 e 49 anni, ritenuti responsabili di voler introdurre sul territorio italiano l'ingente quantitativo di stupefacente la cui vendita avrebbe fruttato circa 3 milioni di euro. I due sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni e condotti in carcere: uno nel carcere "La Dogaia" di Prato e l’altro in quello torinese "Lorusso e Cutugno".

L’incidente e l'indagine

Gli accertamenti sono iniziati l'11 novembre 2019, quanto era giunta nel porto livornese, proveniente da Valencia, una motonave che trasportava, tra l'altro, un semirimorchio il quale, a causa delle pessime condizioni del mare, aveva urtato contro altri rimorchi causando il danneggiamento della gran parte del suo carico, tra cui 18 fioriere di grandi dimensioni. Durante le operazioni di trasbordo delle fioriere, gli operatori portuali hanno notato che dall'interno di alcune di esse erano fuoriusciti alcuni panetti sigillati con cellophane trasparente. Immediata la chiamata alla polizia che ha potuto così scoprire un totale di 850 panetti contenenti 613 kg di hashish.

Dopo aver individuato il destinatario delle fioriere e la relativa società è nata l’indagine caratterizzata da una stretta collaborazione operativa tra ADM e Squadra Mobile, con utilizzo di banche dati, appostamenti, richieste di informazioni e altri strumenti di indagine. Secondo quanto riferito dagli inquirenti: “I due ‘commercianti’, nei giorni appena precedenti a quello dell’imbarco del semirimorchio a Valencia, si trovavano in Spagna, dove si ritiene si siano recati appositamente allo scopo di organizzare il trasporto in Italia delle fioriere ‘modificate’”.

Sempre nella nota congiunta ADM-Polizia di Stato si legge: “Entrambi gli indagati, risultati inseriti in maniera radicata nell’ambiente del narcotraffico e in contatto con narcotrafficanti internazionali, sono stati rintracciati, con l’ausilio delle Squadre Mobili di Torino e Pistoia. Anche il Tribunale per il Riesame di Firenze ha confermato il provvedimento del GIP, cosicché gli indagati sono rimasti in carcere. Lo stupefacente avrebbe fruttato una somma, stimata dagli stessi indagati, tra i 2,5 e i 3 milioni di euro”.  
 

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