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No Tav, assaltarano il cantiere di Chiomonte nel 2013, condannati ai domiciliari

I tre attivisti No Tav Lucio Alberti, Graziano Mazzarelli e Francesco Sala sono stati condannati a due anni e 10 mesi per l'assalto al cantiere di Chiomonte avvenuto nel maggio 2013

Sono stati condannati a due anni e 10 mesi i tre No Tav accusati dell'assalto al cantiere di Chiomonte nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013. La condanna è stata inflitta in abbreviato a Lucio Alberti, Graziano Mazzarelli e Francesco Sala, imputati per danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto di armi da guerra e violenza a pubblico ufficiale.

Ai tre ragazzi, in carcere dal luglio 2014, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per la stessa azione erano stati condannati altri 4 No Tav a cui era stata inizialmente contestata l'accusa di terrorismo, per la quale sono stati, invece, assolti.

L'inchiesta era stata svolta dalla Digos di Torino. I pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo avevano chiesto cinque anni di pena per ogni indagato, contestando loro i reati di fabbricazione e porto d'armi da guerra e congegni esplosivi, danneggiamento, incendio e violenza a pubblico ufficiale aggravata, nonchè di terrorismo.

La sera del 13 maggio 2013, infatti, un gruppo di militanti No Tav aveva marciato nei boschi di Giaglione fino ad arrivare alle reti dell'area di lavoro. Erano state lanciate nel cantiere pietre, bottiglie, fuochi d'artificio e bombe carta. Un compressore era andato a fuoco mentre alcuni operai stavano lavorando. Fortunatamente nessuno era rimasto ferito.

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