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Quirico racconta i suoi 152 giorni di prigionia "Un paese dove la pietà è stata cancellata"

L'inviato del quotidiano La Stampa ha raccontato ieri sera al teatro Carignano i suoi giorni da incubo, prigioniero in un mondo ostile. Un viaggio di un'ora e mezza tra silenzi e applausi scroscianti

“Un paese perduto dove la povertà è stata cancellata”. Parole dure quelle dell'inviato del quotidiano La Stampa Domenico Quirico che ieri sera, intervistato dal direttore Mario Calabresi, ha raccontato alla platea del teatro Carignano i 152 giorni di prigionia in quella Siria che oggi appare come un posto dimenticato e dove “non si sa più chi sono i buoni e i cattivi”. Un interminabile viaggio raccontato nel silenzio più assoluto dei presenti che hanno ascoltato per un'ora e mezza prima di lasciarsi andare ad un vigoroso applauso. Tra gli ospiti anche il sindaco di Torino Piero Fassino.

“In tutti quei giorni solo una persona ha avuto pietà di me – ha raccontato Quirico -. Un ragazzo ferito che per breve tempo mi ha anche prestato il suo cellulare. L'inviato ha anche raccontato i suoi rapporti con i carcerieri e con quella fede che ha vacillato ma che alla fine non è crollata. “Ad un certo punto ho avuto paura di non farcela – ha continuato Quirico -. Poi ho avuto il coraggio e la pazienza di riflettere e ho capito che sarebbe stata solo una mera questione di tempo”.

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