Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Perché dire sì alla Tav? Ecco i 14 motivi del governo

Il governo cala il suo asso: un documento che riassume in 14 domande e altrettante risposte i motivi per dire sì al Tav. E' la prima mossa della partita che Palazzo Chigi ha deciso di giocare sul terreno della comunicazione

Perché dire sì alla Tav? Il Governo lo spiega in un documento in cui ci sono 14 domande con relative risposte. E' la prima mossa della partita che, a proposito del supertreno della discordia, Palazzo Chigi ha deciso di giocare sul terreno della comunicazione. "Le infrastrutture - ha ribadito il premier Mario Monti - devono essere portate avanti e non arrestate". Ma i No Tav, pur senza sapere cosa stesse bollendo in pentola a Roma, avevano già cominciato a rispondere ieri sera con l'ennesima iniziativa in Valle di Susa. Loro affermano di avere "150 buone ragioni contro la Torino-Lione" e, davanti ai cancelli del cantiere di Chiomonte presidiati dalle forze dell'ordine, le hanno elencate una per una, sgolandosi a turno ai megafoni, in una maratona non stop di 24 ore, che si è conclusa ieri sera.

Con il Tav - dice il documento di Palazzo Chigi - si dimezzano i tempi di percorrenza per i passeggeri (da Parigi a Milano si scende da 7 a 4 ore) e si incrementa la capacità di trasporto merci (portata da 1.050 a 2.050 tonnellate, lunghezza fino a 750 metri per treno). Il miglioramento del servizio permetterà di ridurre di 600 mila unità all'anno il numero di camion su strada. L'esecutivo sottolinea che nel corso degli anni c'é stata "la massima attenzione" alle richieste del territorio, che il progetto "non genera danni ambientali diretti o indiretti" e che a favore delle comunità locali è prevista una pioggia di denaro. "Il prossimo Cipe, il 9 marzo, stanzierà 20 milioni, la prima tranche di 300 milioni relativi all'intesa quadro fra Governo e Regione. Inoltre sono previsti 135 milioni di opere compensative".

"Tutti gli 87 comuni francesi e la stragrande maggioranza di quelli italiani - continua Palazzo Chigi - non si sono opposti all'opera". Quelli contrari - specifica - sono circa una dozzina ma, se si considerano quelli direttamente interessati dalla realizzazione di tratte in superficie e/o dai cantieri sono solo due le amministrazioni esplicitamente contrarie", quelle di Chiusa San Michele e Sant'Ambrogio di Torino (6.500 abitanti). Non è vero - ribatte il presidente della Comunità montana Valle di Susa e Sangone, Sandro Plano, leader dei sindaci No Tav - perché i comuni che hanno approvato una delibera contro la Tav sono 23. Due - sostiene - sono quelli direttamente toccati dal progetto low cost, ma in valle i Comuni che si sono dichiarati contrari alla Tav devono essere considerati 23". (Ansa)


--> Il documento con le domande e le risposte del Governo

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