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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Moncalieri

Finisce all'ospedale di Moncalieri dopo avere perso un dito in un incidente. Ma è troppo nero, l'infermiera lo butta

Caso archiviato, ma si chiede la riapertura

Un dito di una mano perso in ospedale dopo un incidente sul lavoro. È uno dei casi più controversi di cui si è occupata la procura di Torino dopo un esposto presentato dall'avvocato Sabrina Di Guardo a nome di un paziente dell'ospedale Santa Croce di Moncalieri, dove il 15 novembre 2020 sarebbe avvenuto il fatto. Il caso è stato archiviato, su indicazione del pm Giorgio Nicola, dal giudice Lucia Minutella, nonostante un atto di opposizione, ma la legale non si dà per vinta e chiede che venga riaperto.

L'uomo, un 57enne indiano, era rimasto vittima di un incidente sul lavoro in una fabbrica a Ceresole d'Alba (Cuneo) su cui è in corso un'altra inchiesta, questa volta da parte della procura di Asti competente per territorio. Gli rimase tranciato l'anulare che lui riuscì a recuperare e ad avvolgere in una garza nella speranza che gli fosse riattaccato. La mano fu bendata appunto al Santa Croce.

Nove giorni dopo, il 24 novembre, l'uomo fu sottoposto a un intervento chirurgico alla mano all'ospedale Cto di Torino. Pensava di ritrovarsi il dito riattaccato ma non fu così. Anzi, del suo dito si era persa traccia. Le indagini svolte dalla procura hanno permesso di scoprire che all'ospedale di Moncalieri un'infermiera, vedendo il dito troppo nero (cosa giustificata, secondo il legale, dalla nazionalità del suo cliente, che tra l'altro è anche di carnagione particolarmente scura), lo aveva buttato pensando che fosse necrotico.

"Siamo venuti a conoscenza che esisteva un secondo verbale di dimissioni dal pronto soccorso dell'ospedale di Moncalieri - dice a TorinoToday l'avvocato Di Guardo - che a noi non avevano consegnato in cui è stata stravolta la cronologia degli accertamenti fatti e sono stati inseriti accertamenti mai fatti, come un prelievo venoso, di cui ovviamente non sono presenti i risultati in cartella clinica. Il primo verbale è stato riaperto sostenendo che il paziente avrebbe dovuto essere sottoposto a un intervento chirurgico all'ospedale di Chieri. Sottoposto a tampone rinofaringeo, però, era risultato positivo e per questo l'intervento era stato rinviato e spostato al Cto. Ma già allora non c'erano più tracce del dito anche se il mio cliente ancora non lo sapeva. Nel secondo verbale di dimissioni ci sono un falso ideologico e un falso materiale. Per queste ragioni voglio stimolare la riapertura del caso. Il mio cliente non ha più una mano funzionante, non ha più un lavoro e ha problemi economici. C'è anche una questione strettamente giudiziaria: chi è tenuto a registrare il percorso di un pezzo di un paziente che entra in ospedale?".

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