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Dissuasori smontati in corso Vercelli, dopo la tragedia di Sara tutto come prima

Ignoti hanno spostato i new jersey collocati lo scorso aprile dal Comune di Torino e dalla circoscrizione Sei dopo la scomparsa della 23enne Sara Marzocca. Le corsie sono così tornate tre

I new jersey che dovevano ridurre le carreggiate di corso Giulio Cesare e corso Vercelli da tre a due abbandonati in mezzo alla strada o addirittura vicino alle panchine e alle auto in sosta. E tutto mentre le auto continuano a sfrecciare a tutta velocità, proprio come se lo scorso 21 febbraio non si fosse verificata alcuna tragedia.  Dopo la scomparsa della 23enne Sara, investita da un pirata della strada in corso Vercelli, l’imbocco dell’autostrada Torino – Milano è tornato ad essere off-limits per i peoni. Attraversare sulle strisce è diventata di nuovo un’impresa. Auto, moto e camion hanno ripreso a correre su tre corsie infischiandosene dei provvedimenti presi dall’amministrazione comunale che ad aprile aveva scelto di ridisegnato il tratto di strada presente nei pressi della rotonda che conduce in corso Romania.

Qualcuno, poco interessato alla sicurezza stradale, ha pensato bene di spostare i dissuasori collocati su esplicita richiesta della circoscrizione Sei per risolvere il problema degli incidenti e delle alte velocità. Un problema che verrà affrontato già oggi dalla giunta di via San Benigno. “Non ci siamo proprio – dichiara il coordinatore della Sesta commissione della circoscrizione Sei Vincenzo Iatì -. A breve avanzeremo una nuova proposta, ossia riempire quei new jersey d’acqua Così non sarà più possibile rimuoverli. E noi ci attiveremo per rimettere i corsi in sicurezza”.

Il taglio delle corsie doveva costringere i mezzi che viaggiano a tutta velocità a decelerare sensibilmente all’ingresso dei due corsi. Il tutto accompagnato da un rinnovamento della segnaletica orizzontale e verticale. “Non siamo indifferenti di fronte alle tragedie – continua Iatì -. Al contrario ci spiace che qualcuno abbia spostato le barriere, facendo un torto non solo ai pedoni ma anche alla famiglia della povera Sara”.

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