Suk, animi accesi a Palazzo Civico: "No a via Monteverdi"

Alcuni attimi di tensione si sono verificati tra i cittadini e parte dell'amministrazione poco dopo la discussione delle petizioni. Sul suk gli animi restano caldi

Ambulanti del Suk

Trambusto questa mattina a Palazzo Civico dove sono state discusse due petizioni contro il mercato del libero scambio balzato agli onori della cronaca per le numerose proteste dei cittadini portate avanti in questi ultimi e anni e, in particolare nell'ultimo periodo, dove - dopo lo scadere della concessione dell'ex Scalo Vanchiglia - il suk è stato destinato a via Monteverdi, ancora una volta nel quartiere Barriera di Milano. Gli animi - già surriscaldati dalle manifestazioni delle ultime due domeniche - si sono scaldati ulteriormente sia a favore dei primi firmatari che hanno espresso le loro considerazioni, sia contro l'amministrazione medesima. Da una parte l'elenco dei motivi per cui via Monteverdi è inidonea a ospitare il mercato del libero scambio, dall'altra l'alternativa a quella che è stata più volte dichiarata "la pattumiera di Torino" ovvero Barriera di Milano: secondo la Lista Civica Sicurezza e Legalità in Barriera di Milano, infatti, il suk potrebbe essere legalmente ospitato ai Giardini Reali, proprio alle spalle del salotto di Torino.
Ora il gioco passa nelle mani dei vertici, assessori Curti, Mangone, Lo Russo, Tedesco e non ultimo il sindaco Fassino che ieri ha incontrato i firmatari della prima petizione (quella contro il suk in via Monteverdi) che dovranno riportare la discussione in commissione, già programmata per il prossimo 4 novembre.

NO IN VIA MONTEVERDI - "La zona è già degradata per conto suo, non ci serve un mercato dell'illegalità". Il messaggio dei cittadini è chiaro e non lascia spazio ai dubbi. Il dormitorio e il servizio per le tossicodipendenze di via Ghedini, il dormitorio del Gruppo Albele, l'ex caserma dei vigili di via Bologna, la baroccopoli di lungo Stura Lazio a pochi chilometri. Situazioni che, di fatto, esistono e contribuiscono a creare una quotidianeità critica per i residenti. Un'area aperta, non circoscritta che - secondo i cittadini - sarebbe completamente incontrollabile: così pensato il fenomeno rischierebbe di estendersi a macchia d'olio in aree non autorizzate e difficilmente sorvegliabili da parte della polizia municipale. Ma non solo perchè il mercato di via Monteverdi impatterebbe irreversibilmente dal punto di vista urbano comportando - per Palazzo Civico - uno sborso non indifferente per effettuare una riqualificazione "che i cittadini si apettano e vogliono da tempo". "Al di là delle promesse, al di là dell'aumento dei controlli paventato dall'amministrazione noi il suk non lo vogliamo - afferma Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Civico -. Stiamo preparando un piano affinchè il prossimo anno, quando ci sarà il nostro sindaco, sia eliminato l'abusivismo, suk compreso, e i commercianti possano vendere la loro merce legalmente, equiparati a tutti gli altri".

SUK AI GIARDINI REALI - Non solo accuse verso l'amministrazione, ma anche consigli come quello di portare gli oltre 600 venditori del mercato del libero scambio ai Giardini Reali. Non solo una provocazione, ma un'ipotesi che per quelli della seconda petizione potrebbe essere facilmente realizzabile. "Se questo mercato è lecito come molti dicono collochiamolo in zone lecite e regolamentizziamolo come accadate in altre parti d'Europa - afferma il primo fimatario Petrarulo -. Perchè Barriera deve essere sempre la discarica della città?". Niente utopie: il suk potrebbe addirittura - se ben gestito - diventare un'opportunità e trasformarsi in fonte per il turismo europeo, a patto che sia controllato e soprattutto "che i vigili abbiano effettivamente la possibilità di intervenire in caso di illegalità".

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Sì, perchè il suk, per certi aspetti, è un vero e proprio fenomeno sociale che trova le proprie radici nel più ampio concetto dell'integrazione e rischia, se trascurato, di essere un copione delle problematiche legate al campo rom di lungo Stura Lazio. Nonostante il calderone di idee e polemiche un comune denominatore c'è: "No al suk in Barriera di Milano", un disco che suona ormai da tantissimo tempo e sempre con la stessa musica. Intanto - come previsto dalla delibera - il suk, dalla prossima domenica dovrebbe trasferirsi in via Monteverdi e, stando alle loro dichiarazioni, alcuni ambulanti sarebbero anche disposti a pagare per poter aver un proprio spazio.

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