Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Aurora / Via Saint Bon

Inciviltà senza fine in via Saint Bon, il canale è sommerso dalle bottiglie

Centinaia di bottiglie rotte e altri suppellettili. Le condizioni del vecchio trincerino stanno peggiorando di giorno in giorno. La colpa è di chi continua a buttarci dentro i rifiuti

Una distesa infinita di bottiglie di vetro, per lo più derivante dalla consumazione di birra. E poi materassi, cuscini e numerosi oggetti di metallo. Tutto questo è ciò che si può trovare quotidianamente nel vecchio trincerone abbandonato di via Saint Bon. Un canale in disuso trasformato dagli incivili in una gigantesca discarica a cielo aperto. Una pessima cartolina per Torino che molti vorrebbero poter cancellare dalla loro vista. Ma tra il dire e il fare, spesso, c’è di mezzo un mare. E così nemmeno le bonifiche della scorsa primavera da parte di Amiat hanno dato un calcio al problema che, al contrario, si è ripresentato puntuale nei mesi estivi.

I principali indiziati sono coloro che passano le giornate a bivaccare nei pressi di piazza Baldissera, giocando al lancio della bottiglia nel trincerone. Tra questi ci sono gli stessi spacciatori africani che non mollano di un centimetro la loro postazione, tra corso Vigevano e appunto via Saint Bon. “E’ uno spettacolo vergognoso – si lamenta la signora Maria, puntando il dito sulla discarica -. Tutto intorno è in atto una riqualificazione ma qui sembra di essere tornati all’età della pietra”.

Le centinaia di bottiglie di birra abbandonate nel canale sono anche il frutto amaro di anni e anni di tolleranza da parte delle istituzioni. Chi si affaccia dal muretto, però, vede una realtà e dei problemi che in altri quartieri neanche esistono. Lontani i tempi delle pulizie mentre sembra assurdo pensare ad un intervento di riqualificazione, sbandierato più volte ma poi sempre riposto nel cassetto. Un progetto collegato in qualche modo all’anno zero delle ex Officine Grandi Motori. Peccato solo che dopo le demolizioni tutto si sia fermato. La circoscrizione Sette, nel frattempo, pensa ad una nuova pulizia.

“Allerteremo senza ombra di dubbio l’Amiat – spiega il coordinatore all’Ambiente Giuseppe Cammarata –. Tuttavia siamo ben consci che questo non risolverà il problema. Oggi mancano i soldi per un cambio di rotta ma bisogna studiare un metodo che impedisca alle persone di trattare quel canale come se fosse una discarica“.

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