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Torino For Disabled, quando il calcio aiuta a vincere le differenze

Da ottobre è aperta una scuola calcio per ragazzi. Il fondatore: "Sogniamo un campionato con tutte le squadre di A"

Una bella pagina di sport e umanità, nata sei anni fa dallo spirito d’iniziativa di un torinese volenteroso. È la storia del “Torino For Disabled”, conosciuto anche come Torino FD, associazione sportiva dilettantistica per disabili dal 2010 affiliata al Torino FC, del quale indossa i colori tutte le volte che scende in campo.

A raccontarcela è il suo stesso fondatore, Claudio Girardi, tifoso granata e membro della nazionale italiana disabili. “L’idea mi venne quando tornai da un torneo internazionale per disabili in Svezia, dove scoprii che molte compagini europee come Chelsea e Liverpool avevano al loro interno una squadra di disabili. Dopodiché ne parlai a Cairo e lui si dimostrò subito entusiasta”.

“Oggi – prosegue Girardi – il Torino FD è una realtà che partecipa a diversi tornei all’estero, siamo infatti stati in Austria, Svezia e Montecarlo, dove abbiamo giocato contro la selezione disabili del Monaco. Inoltre, l’anno scorso abbiamo vinto il primo campionato italiano per disabili di calcio a 7 e il prossimo maggio – nei giorni 6-7-8 – saremo a Bra per un torneo dove parteciperanno anche il Rapid Vienna, l’Hansa Rostock e diverse squadre inglesi.

Ma la vera novità è partita lo scorso 12 ottobre, con la fondazione della “Scuola Calcio Torino FD”, dove tutti i ragazzi dagli 8 ai 18 anni con disabilità fisiche, sensoriali e relazionali possono iscriversi. “La nostra idea è quella di creare un vivaio, vogliamo dare a questi giovani la possibilità di venire a giocare da noi fornendo loro magliette, tute, pantaloncini e tutta l’attrezzatura. Le iscrizioni sono aperte tutto l’anno”.

Un pensiero Girardi lo rivolge anche alle istituzioni del nostro calcio, affinché riescano a promuovere un movimento, quello dei disabili, che in Italia fatica ancora a venire a galla. “L’idea sarebbe quella di creare per ogni squadra di Serie A una selezione disabili e giocare un vero e proprio campionato. Di questo ne ho parlato con Luca Pancalli – presidente del Comitato Italiano Paralimpico ed ex dirigente della FIGC – il quale mi ha detto che al termine delle Olimpiadi di Rio 2016 saranno prese alcune decisioni”.

Infine, un sogno nel cassetto. “Quando da ragazzo andavo allo stadio – conclude Girardi – prima di una partita giocavano sempre i bambini. Perché non fare lo stesso oggi con i disabili? Sapesse quanto mi piacerebbe vedere le rispettive selezioni di Juve e Toro o di Milan e Inter affrontarsi un’ora prima del derby. Sarebbe anche un bel messaggio di rispetto sportivo e umano rivolto alle rispettive tifoserie sugli spalti e a tutti coloro che seguono il calcio da casa”.

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