Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Si finge donna per adescare ragazzini, denunciato dirigente sportivo

Creava profili fake femminili per avvicinare i minorenni nelle chat. In 3 anni ha contattato oltre 100 giovani

Immagine di repertorio

Il dirigente sportivo di una squadra di calcio giovanile è accusato di aver adescato, virtualmente, per oltre 3 anni più di 100 minori in diverse province del Piemonte. Si tratta di un 24enne residente nel Cuneese nei cui confronti la Polizia Postale di Torino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

I giovani caduti nella trappola sono quasi tutti appartenenti al mondo del calcio giovanile. L’adescatore riusciva sistematicamente a fingersi una bella adolescente sui social (Facebook, Whatsapp, Kik e Telegram) per avere con i ragazzini contatti “privilegiati”.

Ai questi chiedeva di inviare selfie erotici e una volta ottenuto il materiale pedopornografico, spesso, scattava il ricatto: dichiarando di essere una persona diversa dall’avvenente interlocutrice, il criminale induceva minacciosamente i minori a produrne ancora in cambio del suo silenzio.

In altre situazioni proponeva invece un fantomatico “mènage à trois”, salvo poi tirarsi apparentemente indietro in modo da proporre alle vittime di incontrare solo il suo fidanzato, cioè egli stesso. Questo, comunque, non è mai avvenuto così come non è intervenuto alcun rapporto fisico tra l’adescatore e le sue vittime.

L’indagine è partita dalla Sezione Polizia Postale di Asti circa due anni fa quando un giovane calciatore in erba, allora quattordicenne, aveva raccontato agli investigatori di essere stato oggetto di tentativi di adescamenti ad opera dalla sedicente “coetanea”.

Grazie ad un’importante attività investigativa si è subito compreso che quanto denunciato dal minore non era un caso isolato. Ne è seguita una perquisizione a carico dell’indagato e l’analisi del materiale sequestrato ha consentito di ricostruire compiutamente l’attività criminale del dirigente sportivo: utilizzava ben 4 diverse identità femminili e selezionava tra i minori i target da colpire per soddisfare, sempre e solo attraverso l’invio di materiali pedopornografici, le proprie perversioni sessuali.
 

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