Mantegna dipinse una malattia ancora sconosciuta: la scoperta dell'Università di Torino

In un dipinto del Quattrocento, Mantegna rappresentò una malattia che sarebbe stata scoperta solo 80 anni dopo

Andrea Mantegna è uno dei pittori più noti di sempre, in Italia e nel mondo. Le sue opere sono state ammirate da miliardi di persone nel corso dei secoli e sono presenti in tutti i libri di storia dell'arte: eppure hanno ancora molto da insegnare, e non solo agli studenti delle materie artistiche. L'Università di Torino, infatti, ha appena scoperto che oltre a essere un pittore “d'umilissima stirpe” e di straordinario talento Mantegna è stato anche un grande scienziato, in particolare nel campo medico. Tanto da aver dipinto accuratamente i sintomi della neurofibromatosi 80 anni prima della sua scoperta.

La rivista inglese “The Lancet Neurology”, infatti, ha pubblicato nel suo ultimo numero una ricerca del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino, che identifica nel quadro di Andrea Mantegna “La Camera degli Sposi” i sintomi di una malattia, la neurofibromatosi tipo 1, svariati decenni prima della sua scoperta scientifica.

La ricerca è stata condotta da Raffaella Bianucci, antropologa e paleopatologa della sezione di Medicina Legale a Torino, che con i colleghi ha identificato la prima rappresentazione pittorica di un caso di NF1 associata a nanismo ipofisario in una figura femminile presente nell’affresco “La Camera degli Sposi”, dipinto da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 per Ludovico Gonzaga e ora conservato al Palazzo Ducale di Mantova.

La prima descrizione della cosiddetta “malattia di Von Recklinghausen” risale invece al 1592, grazie al medico e naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi, mentre Friedrich Daniel von Recklinghausen la studiò e descrisse compiutamente nell'Ottocento. L’affresco del Mantegna, è la scoperta dell'Università di Torino, anticipa quindi la prima descrizione clinica di circa 86 anni, dimostrando le magistrali capacità del pittore di riprodurre figure umane in movimento e di dipingere specifiche condizioni patologiche.

In “La Camera degli Sposi”, nello specifico, la fantesca (ovvero la domestica) dipinta dal Mantegna mostra i sintomi della NF1: cinque neurofibromi (tumori della guaina dei nervi periferici che si presentano sotto forma di lesioni cutanee, sottocutanee o plessiformi) sul viso più un neurofibroma sul dorso della mano destra; almeno cinque macchie caffè-latte sulle guance e sul mento, svariati noduli di Lish nell’iride destra e sinistra, una marcata riduzione della statura sconfinante in un nanismo ipofisario (cioè causato da un deficit dell'ormone della crescita nell'infanzia).

“L’arte riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della scienza medica. Le rappresentazioni artistiche permettono agli studenti di medicina di sviluppare in ambiente 'protetto' le proprie capacità di osservazione, descrizione e interpretazione, capacità che saranno loro necessarie nello svolgimento della professione” ha spiegato Raffaella Bianucci.

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