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Insulta i vigili attraverso Facebook, denunciato per diffamazione un cittadino di Orbassano

I fatti risalgono a inizio mese, a scatenare la polemica è la foto di alcuni rom che asportano vestiti da un bidone

Una querelle sui rom in un gruppo aperto di Facebook diventa la scintilla per attaccare la polizia municipale. Episodio che è costato caro ad un cittadino di Orbassano.

Ma andiamo per ordine. I fatti risalgono a inizio mese quando alcune foto di rom intenti ad asportare degli indumenti da alcuni appositi cassonetti di raccolta provocano l’immediato sdegno degli appartenenti al gruppo.

Ma un cittadino va oltre e punta il dito sui vigili che “si girerebbero  dall'altra parte”, facendo dunque finta di non vedere. Tra commenti ironici contro i civich e richieste di intervento da parte di altre persone spunta, nella discussione, un altro abitante del Comune di Orbassano che attacca il corpo di polizia municipale definendolo come “La vera vergogna di Orbassano”.

La discussione prosegue con altri attacchi. Da “Fanno cassa per pagarsi gli stipendi e quindi non possono guardare gli zingari” a “Gli stipendi della Polizia Municipale sono soldi buttati nel gabinetto”.

L'insofferente Orbassanese è stato in seguito convocato presso il comando della polizia locale ed informato che sarebbe stato deferito all'Autorità Giudiziaria per diffamazione aggravata a mezzo web (Facebook). È stata sottoposta al vaglio dell'Autorità Giudiziaria anche la posizione degli Amministratori del Gruppo Facebook in questione per non aver vigilato sulla condotta e natura diffamatoria della discussione, così come la posizione di coloro che con il tradizionale "mi piace" potrebbero essersi resi correi nel reato.

“Facebook, da strumento intelligente di segnalazione quale potrebbe essere, è diventato uno sfogo personale di molti – spiega Domenico Santarcangelo, comandante polizia locale Orbassano -. Dove tutti, dietro una tastiera, pensano di poter giudicare, infangare, diffamare e offendere. Tuttavia quando si va oltre, se ne risponde anche penalmente e civilmente”.

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