Detenuto suicida in carcere, il commento del sindacato Sappe

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Sembra non trovar pace il carcere di Torino, affollato da più di 1.500 detenuti rispetto ai circa mille posti letto regolamentari. E continuano gli episodi critici, come denuncia da tempo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Questa notte, un detenuto algerino a cui mancavano sette mesi per scontare la pena” informa Donato Capece, segretario generale SAPPE “si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella presso la Sezione detentiva nuovi giunti del Padiglione B”.

Vani i tentativi di salvargli la vita da parte del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Capece sottolinea che “negli ultimi vent’anni anni, dal 1992 al 2012, abbiamo salvato la vita ad oltre 16.000 detenuti che hanno tentato il suicidio ed ai quasi 113mila che hanno posto in essere atti di autolesionismo, molti deturpandosi anche violentemente il proprio corpo”.

Ma la tensione nel carcere di Torino si è concretizzata, venerdì pomeriggio, anche con l’aggressione di un Agente di Polizia da parte di un detenuto ex collaboratore di giustizia. La colpa dell’Agente l’aver richiamato il detenuto a rientrare in cella dopo che questi si era fatto una doccia. “Solidarietà e vicinanza del SAPPE al poliziotto aggredito”, commenta ancora il leader del SAPPE, “ma è grave che il detenuto responsabile dell’aggressione sia rimasto nella sua cella, in quella sezione, come se nulla fosse”.

Suicidi ed aggressioni raccontano un’emergenza, quella penitenziaria, ancora purtroppo sottovalutata, aggiunge Capece: ”Nei 206 istituti penitenziari nel primo semestre del 2013 si sono registrati 3.287 atti di autolesionismo, 545 tentati suicidi, 1.880 colluttazioni e 468 ferimenti: 3.965 sono stati i detenuti protagonisti di sciopero della fame, mentre purtroppo 18 sono i morti per suicidio e 64 per cause naturali. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli patologici, con oltre 65mila reclusi per una capienza di 40mila posti letto regolamentari. Il nostro organico è sotto di 7mila unità. La spending review e la legge di Stabilità hanno ridotto al lumicino le assunzioni, nonostante l’età media dei poliziotti si aggira sui 37 anni. Altissima, considerato il lavoro usurante che svolgiamo, come dimostrano i gravi episodi in nostro danno accaduti a Torino”.

Torna su
TorinoToday è in caricamento