"Trattamento inumano e degradante" in carcere: lo Stato condannato a risarcire un detenuto

Per 210 di detenzione

immagine di repertorio

Un detenuto per reati connessi all'operazione Big Bang sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in provincia di Torino dovrà ricevere dallo Stato un risarcimento di 1.680 euro per il periodo di custodia cautelare trascorso nel carcere di Torino in quanto ha subito, secondo il tribunale di sorveglianza di Siena che ha pronunciato la sentenza martedì 23 giugno 2020, "un trattamento inumano e degradante". L'uomo aveva trascorso 210 giorni nel penitenziario delle Vallette, in una cella larga tre metri per tre, con la possibilità di uscirne per quattro ore al giorno, e senza la possibilità di avere acqua calda. Poi era stato trasferito nel carcere di San Gimignano (Siena) dopo la condanna.

"È da sempre che mi batto per il riconoscimento del principio di umanità nell’esecuzione della detenzione - dice l'avvocato Caterina Biafora, che ha assistito il detenuto nella causa per riconoscere le sue ragioni - e vincere questa battaglia a Siena ottenendo un indennizzo per il mio assistito mi ha davvero emozionata. La maggior parte dei detenuti in Italia vivono in celle disumane e degradanti, come nella casa circondariale delle Vallette di Torino e Dozza di Bologna. Occorrono interventi urgenti per ridurre il sovraffollamento carcerario e ridare dignità a ogni ristretto. Solo così si potrà evitare la tortura".

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