Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro

Lisiapp: nelle carceri il 37% dei detenuti è straniero

Sono 24mila i detenuti stranieri nelle nostre carceri, il 37% dei presenti ed e' necessario incrementare concretamente le espulsioni anche dal carcere torinese'.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

L'appello viene da Luca Frongia, segretario generale aggiunto del Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria LISIAPP, che ricorda come debba essere resa operativa la norma che prevede l'applicazione della misura alternativa dell'espulsione per i detenuti stranieri i quali debbano scontare una pena, anche residua, inferiore ai due anni; potere che la legge affida alla magistratura di sorveglianza'. I numeri sono 'incontrovertibili', dice il numero due del Lisiapp. 'Oggi abbiamo in Italia quasi 68.000 detenuti: ben oltre le 24mila (il 37% circa del totale) sono stranieri: 4.500 sono i comunitari detenuti (3.953 gli uomini e 380 donne) mentre quelli extracomunitari sono ben 19.666 (18.827 uomini e 839 donne). In alcuni Istituti la percentuale di presenza di detenuti stranieri e' davvero altissima: nella Casa Circondariale di Padova e Rovigo sono l'83(!),al Don Soria di Alessandria il 72% come per il Lo Russo di Torino , ma anche a Brescia e Verona mentre nella sarda Is Arenas Arbus sono il 73% e buona parte dei penitenziari del Nord hanno una presenza varia che oscilla tra il 60 ed il 70%.

Questo accentua - per le difficolta' di comunicazione e per una serie di atteggiamenti troppo spesso aggressivi - le criticita' con cui quotidianamente devono confrontarsi le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria. Il LISIAPP chiede dunque al nuovo esecutivo Monti - prosegue Frongia - di recuperare il tempo perso in questi anni di dimenticatoio su questa significativa criticita' penitenziaria e di avviare rapidamente le trattative con i Paesi esteri da cui provengono i detenuti - a partire da Romania, Tunisia, Marocco, Algeria, Albania, Nigeria - affinche' scontino la pena nei Paesi d'origine. Si tratterebbe anche di un buon affare anche per le casse dello Stato, con risparmi di centinaia di milioni di euro che in questo periodo di quasi austerity non guasterebbe, nonche' aumenterebbe anche la significativa sicurezza dei cittadini. Un detenuto - ricorda Frongia - costa infatti in media circa 300 euro al giorno allo Stato italiano.

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