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Il drone disturba i proprietari del castello, pilota a processo

L'uomo sarà chiamato a processo al tribunale di Ivrea il prossimo maggio. L'accusa è quella di lesioni e interferenze illecite nella vita privata dei proprietari del castello di Mazzè

Andare a processo per aver fatto volare un drone vicino a un casello, interferendo così illecitamente nella vita privata dei proprietari dello stesso. E' accaduto a un pilota di Azeglio, nel Canavese, titolare di un'impresa di videoriproduzioni, responsabile di aver fatto volare - lo scorso anno - il proprio drone per girare un video-documentario del castello di Mazzè.

L'idea non è piaciuta ai proprietari russi del maniero che avrebbero addirittura sequestrato il drone allo sfortunato pilota che, il prossimo maggio, sarà chiamato a processo al tribunale di Ivrea. L'accusa è quella di lesioni e interferenze illecite nella vita privata.

A peggiorare la posizione del pilota di Azeglio - come lui stesso racconta a Quotidianocanavese.it - è la recente normativa dell'Enac (ente nazionale per l'aviazione civile) che, con un regolamento già oggetto di revisioni a seguito di una valanga di critiche, ha paragonato i droni agli aerei di linea. Secondo questa normativa, quindi, il drone non può volare vicino alle case o può farlo solo se agganciato a un cavo lungo al massimo 30 metri.

"Pensavo che il castello di Mazzè - racconta il pilota - fosse un luogo pubblico, essendo un monumento nazionale". Il maniero è stato acquistato, invece, da un imprenditore russo che non ha gradito il volo del drone nei pressi della sua proprietà e ha denunciato il pilota.

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