Baby rapinatori si spartiscono il bottino sul bus, ma i loro genitori recuperano la refurtiva

Denunciati altri 4 giovani per l’episodio del 13 gennaio

Immagine di repertorio

Sale a sei il numero dei denunciati per i fatti del 13 gennaio, quando alcuni giovani intenti ad ascoltare musica nei pressi dell’aiuola Balbo sono stati aggrediti e rapinati. Gli investigatori del commissariato Centro, infatti, hanno rintracciato e denunciato per rapina aggravata altri tre minorenni e un maggiorenne. I sei denunciati complessivamente sono tutti di origine marocchina, amici tra loro, alcuni dei quali compagni di scuola.

Quella sera, dopo aver picchiato e derubato alcuni ragazzi, si sono allontanati separatamente per non dare nell’occhio dandosi appuntamento alla fermata del 18. A bordo dell’autobus si sono poi “spartiti” la merce, a seconda del valore economico, dei gusti personali e del contributo dato da ciascuno alla rapina. In un paio di casi, i genitori dei giovani rapinatori, saputo del coinvolgimento dei figli nella vicenda, hanno cercato di recuperare la refurtiva per consegnarla alle vittime.

Il ruolo dei genitori

In un caso, negli uffici del commissariato, il padre di uno dei denunciati ha dichiarato che, una volta scoperto che alla rapina aveva partecipato anche suo figlio, prima ancora di sapere dell’indagine di polizia, avrebbe cercato di recuperare gli oggetti sottratti per restituirli ai malcapitati proprietari. 

Anche una mamma si è data molto da fare per riparare a quanto commesso da suo figlio: ha fatto di tutto per recuperare una delle casse rubate, persino cercandole dagli amici del figlio a cui erano state cedute.

Alcuni degli autori hanno spontaneamente consegnato alla Polizia altri oggetti sottratti ai giovani la sera del 13 gennaio, nascosti in casa di altri amici per paura che i genitori li scoprissero. Tutti gli oggetti recuperati, per un valore di oltre 500 euro, verranno restituiti ai proprietari.
 

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