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Commercio illecito d'avorio: 27 denunce e sequestro di oggetti per oltre 150mila euro

In seguito a controlli su siti, case d'asta e antiquari

I carabinieri forestali del nucleo Cites del distaccamento di Torino Caselle hanno denunciato 27 persone per commercio illecito di parti e prodotti derivati in avorio. Tutto questo in seguito a una serie di controlli e dopo aver riscontrato numerose irregolarità, su siti web, antiquari e case d’asta nelle province di Torino, Novara, Verbania e Vercelli. 

Oggettistica per 150mila euro

Complessivamente  sono stati sequestrati 258 oggetti in avorio, tra statuette, zanne lavorate e lisce e oggettistica varia, per un valore stimato di oltre 150.000 euro. La vendita di questo tipo di manufatti, cosi come imposto dalla stessa convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna minacciate di estinzione, è vietata, salvo specifiche deroghe espressamente concesse dall’Autorità competente, questo anche qualora lo stesso materiale rientrasse tra quello definito “antico” (antecedente il 1947). 

Quarto traffico illegale più grande al mondo

Il commercio in avorio è un fenomeno in grande espansione e rappresenta un importante business illegale. È il quarto traffico illegale più grande al mondo dopo droga, armi e tratta degli esseri umani. Per il traffico illegale di animali e piante in via di estinzione si stima, realisticamente, un volume di affari mondiale annuo superiore ai 20 miliardi di dollari.


 

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