Cronaca Falchera / Strada Provinciale di Cuorgnè

Periferia abbandonata. Da cinquant’anni si convive con i cattivi odori

I residenti di strada Cuorgnè sono costretti a serrare le imposte per non respirare i fumi tossici provenienti dalle vicine discariche. Un problema che si aggrava considerando il pessimo stato dei marciapiedi e dei tombini

Senza marciapiedi e tombini e con l’aggravante di dover respirare i fumi tossici tutti i santi giorni. Non se la passano certo bene i residenti di strada Cuorgnè, all’interno del quartiere Falchera, che da cinquant’anni sono costretti a convivere con una situazione al limite dell’umana comprensione. Sotto il cavalcavia che divide il Villaretto dal Rebaudengo i problemi sembrano proprio essere di casa.

Nel mirino dei cittadini c’è la strada che è diventata con il passar degli anni una groviera, poi l’assenza dei marciapiedi che li costringe a fare molta attenzione ai passaggi di camion e auto. I tombini, inoltre, sono praticamente una chimera. Se ne contano pochissimi tra il civico 41 e il civico 49. Fattore preoccupante soprattutto in quei periodi in cui le piogge investono la città. "Quando piove per due o tre giorni di fila si allaga tutto – denunciano da strada Cuorgnè -. Pure i nostri giardini vengono invasi dall’acqua e questo perché manca un adeguato sistema di scolo".
 
Come se non bastasse dormire la notte è diventato quasi impossibile a causa dell’inquinamento acustico. Nei pressi della stazione Stura mancano ancora quei pannelli fonoassorbenti che diminuirebbero il rumore provocato dai tanti treni in arrivo e in partenza. Ma il problema più grande, denunciato in passato alle forze dell’ordine, è quello che riguarda i fumi tossici che si innalzano nel cielo sia durante le ore del giorno sia durante le ore della notte. Un’anomalia che costringe i residenti a barricarsi in casa, anche durante la bella stagione quando le condizioni meteo consiglierebbero di tenere sempre aperte le finestre.


 
"Purtroppo per non respirare i cattivi odori siamo costretti a sigillare le imposte – spiegano due residenti che preferiscono rimanere nell’anonimato -. Da anni diverse persone, approfittando della mancanza di controlli, bruciano pneumatici e sostanze nocive per la nostra salute. E noi non sappiamo davvero più a chi appellarci per mettere la parola fine a questa brutta storia".

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