L'Eremo che cade a pezzi, vittima di abbandono e degrado

Chiuso da soli cinque anni

Il degrado dell'Eremo dei camaldolesi di Lanzo Torinese

Cade sempre più a pezzi, vittima del degrado, dei ladri e dei vandali, l'Eremo dei camaldolesi di Lanzo Torinese, situato sulla collina che separa il paese da Balangero.

Un tempo ospedale e poi, dal 1995 al 2013, convertito in residenza assistenziale, da cinque anni l'imponente struttura giace abbandonata a se stessa.

E così si possono vedere lucchetti scardinati, il vecchio archivio distrutto con le cartelle cliniche dei vecchi ospiti sparse ovunque, vetri rotti, quadri elettrici divelti, infissi scardinati, infiltrazioni d'acqua dai tetti e, naturalmente, anche qualche pezzo mancante, come la statua della Madonna portata via dalla vecchia chiesa.

Resta aperto il dilemma su come fare per salvarla.

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La storia dell'Eremo

L'eremo di Lanzo Torinese è stato, nel tempo, uno degli edifici a vocazione ospedaliera presenti nella città capofila delle Valli di Lanzo, nella provincia di Torino. Fu costruito su progetto dell'ingegnere Francesco Lanfranchi a partire dal 1661 tra Lanzo Torinese e Balangero dal conte Gaspare Graneri della Rocca di Ceres. Una volta terminato, assieme al terreno circostante di 175 ettari, fu donato all'ordine camaldolese.

Fu uno dei quattro eremi camaldolesi costruiti nel Seicento in Piemonte assieme a quelli di Torino, Busca e Cherasco, edifici in cui i monaci vivevano in celle in solitudine e preghiera. La maestosità dell'edificio era talmente grande che venne incluso nell'opera Theatrum Statuum Sabaudiae, in cui venivano raffigurati gli edifici più importanti di Casa Savoia.

Nel 1802, in seguito alla Rivoluzione francese, l'eremo venne chiuso e riconsegnato ai camaldolesi solo nel 1815 con l'avvento della Restaurazione. Nel 1836, vista la soppressione della famiglia camaldolese, l'eremo venne dato in affidamento ai carmelitani scalzi, che gestirono l'eremo fino alla soppressione degli ordini religiosi.

Passato in mano demaniale (Ente casa ecclesiastica), nel 1918 venne convertito della Croce Rossa Italiana in sanatorio per i reduci di guerra e poi per la cura della tubercolosi femminile. Negli anni '60 del Novecento venne edificato, all'interno del parco, un edificio adibito ad ospedale, che venne riconvertito in residenza assistenziale nel 1995 e venne definitivamente chiuso nel 2013.

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