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Il carcere di Ivrea

Il carcere di Ivrea

Il degrado del carcere di Ivrea finisce in Parlamento: "Situazione indegna, se è così meglio chiuderlo"

Senatrice presenta interrogazione

Finisce in Parlamento, a fine febbraio 2019, il caso del degrado nel carcere di Ivrea. Un'interrogazione parlamentare è stata presentata al ministro Alfonso Bonafede dalla senatrice di Forza Italia Virginia Tiraboschi, che si rifà alle segnalazioni del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, sempre attivo in questi anni nell'evidenziarne le carenze e che pochi mesi fa ne aveva chiesto la chiusura.

"La casa circondariale di Ivrea - scrive la senatrice - presenta da diversi anni diverse problematiche ed una situazione ai limiti della legalità e della dignità umana. Dal lato organizzativo e gestionale la direzione è strangolata dai debiti verso i fornitori, tanto da non avere fondi nemmeno per le piccole spese per la manutenzione ordinaria".

Nell'interrogazione, che parla di "una situazione ai limiti della legalità e della dignità umana" sono riportate alcune criticità strutturali, come l'impianto idrico a rischio di legionella e quello antincendio non funzionante dallo scorso mese di ottobre 2018. "In generale - aggiunge Tiraboschi - la struttura, come la media degli edifici penitenziari nazionali, risulta essere sovraffollata, avendo una capienza di 197 detenuti e ospitandone una media di 250, a cui si aggiunge il fatto che, come dichiarato dall'Osapp, qualsiasi richiesta di trasferimento detenuti per motivi di sicurezza viene negata, mentre, al contrario, la Casa circondariale continua a ricevere detenuti provenienti da altre strutture, anche in deroga a sanzioni disciplinari in corso".

La parlamentare chiede a Bonafede "un intervento urgente anche valutando la chiusura definitiva" del carcere eporediese "e il conseguente trasferimento del personale lì di stanza".

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