De Tomaso: dal nulla spunta un fondo di 102mila euro, ma è bloccato

La cifra è tornata in auge a due anni dal crac, ma nessuno degli ex dipendenti è ancora riuscito a venirne in possesso

A oltre due anni dal crac che ha coinvolto la De Tomaso, ecco spuntare un tesoretto misteriosamente sfuggito al fallimento dell’azienda.

La somma, ben 102mila euro, si trova ora depositata su un conto intestato a tre ex dipendenti dell’azienda, due delegati sindacali e un'impiegata, relativi alla Cai, la Cassa Assistenza Interna istituita ai tempi della Pininfarina e poi passata, assieme alla carrozzeria di Grugliasco e ai circa 900 addetti della fabbrica, nella gestione De Tomaso.

Il problema è che tale somma risulta al momento bloccata. Gli ex dipendenti della società non sono infatti riusciti a venirne in possesso per deciderne la redistribuzione pro quota – poco più di 100 euro a testa – o eventuali nuove destinazioni. 

Nell’ottobre scorso, la Fismic – il sindacato dei metalmeccanici – chiese inutilmente un incontro urgente a Fim Fiom, Uilm, Rsu e intestatari del conto corrente per definire la chiusura del conto e decidere la distribuzione dei fondi tra gli iscritti. La questione rimase senza alcun esito, in quanto la Cai era un fondo costituito per contribuire alle spese mediche dei dipendenti iscritti – protesi dentarie, occhiali da vista eccetera – o a quelle funerarie nel caso di perdita di un parente stretto.

Tale fondo all'epoca di Pininfarina ammontava a 58mila euro e, in una prima fase, anche la De Tomaso provvide a versare sul conto corrente le trattenute effettuate sulle buste paga con altri 60mila euro circa. Poi più nulla. Se Pininfarina mise infatti a disposizione un conto aziendale per la gestione della Cai, questo non avvenne invece con De Tomaso. Ma questa soluzione, intestata a tre dipendenti, privati cittadini, pasticciata e a prima vista irregolare, ha permesso di sottrarre il denaro al fallimento della carrozzeria torinese.

Nel frattempoo, il gruppo piemontese del Movimento Cinque Stelle - che ha in mano il dossier - presenterà probabilmente un'interrogazione in Consiglio Regionale. 

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Tra i dipendenti c'è chi spinge per definire la questione in tempi brevi, al fine di ottenere le risorse necessarie alle spese legali per il ricorso in Cassazione contro la cessione del ramo d'azienda da Pininfarina a De Tomaso, formalizzata il 31 dicembre 2009. La colletta, avviata tra i dipendenti per racimolare circa 10mila euro, come previsto, va a rilento, e il tesoretto in questione potrebbe tornare molto utile.
 

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