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Reperti dell'Egizio a Catania, Franceschini: "Strana polemica provinciale per Torino"

Al Convento dei Crociferi verranno esposti circa 300 reperti del Museo Egizio di Torino: un'idea che ha causato proteste e polemiche

Dopo che la posizione del Museo Egizio, in merito allo spostamento di alcuni reperti a Catania, è stata difesa dal suo direttore Christian Greco, durante un'audizione in Comune, a dire la sua sulla polemica anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

 "Davvero strana una polemica così provinciale in una città internazionale come Torino - ha liquidato la questione il ministro - . Come ho già avuto modo di dichiarare, l'apertura di una sede a Catania è un'idea intelligente che contribuirà a valorizzare ancora di più, attraverso una esposizione temporanea, una parte della collezione attualmente non esposta.

Il direttore Greco - conclude Franceschini - sta facendo un grande lavoro: i numeri parlano chiaro e il suo impegno, anche in campo scientifico, sta portando lustro all'Italia in ambito internazionale".

L'idea di portare nella città etnea, una serie di reperti - si dice non più di 300 - che verranno esposti al Convento dei Crociferi, ha suscitato proteste nel capoluogo piemontese che in prima linea hanno visto gli esponenti della Lega Nord, tra presidi e azioni di volantinaggio.

"In realtà l'idea di spostare alcuni reperti in un'esposizione temporanea a Catania  - ha ancora precisato Franceschini - allinea l'Egizio di Torino a molti grandi musei del mondo, a cominciare dal Louvre, che hanno aperto sedi in altre città o addirittura in altri Paesi". 

Un indirizzo internazionale che il direttore dell'Egizio intende portare avanti e secondo il quale sta già attivamente lavorando. Greco conta di portare a Torino, dall'Ermitage di San Pietroburgo, le collezioni di Alessandro Magno che potrebbero arrivare tra il 2017 e il 2018. 

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