Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Aurora / Lungo Dora Agrigento

Nelle acque della Dora torna il cromo, allarme per le macchie fosforescenti

La colpa sarebbe delle vasche di filtrazione delle acciaierie che continuerebbero a rilasciare nel fiume scorie d’acciaio. Ma è dal 2002 che si lavora per risolvere il problema

Vi è mai capitato di vedere delle macchie azzurre e verdi dentro la Dora? Se la risposta è sì probabilmente non è un buon segno. Il fantasma del cromo esavalente, infatti, è tutt’altro che un ricordo. Come dimostrano le immagini scattate da alcuni passanti lo scorso mese. Le ultime all’altezza del ponte di via Cigna dove le acque sono tornate a tingersi pericolosamente di un colore fosforescente.

Enorme la chiazza che secondo molti avrebbe contaminato il fiume. “Questa storia non ci piace, ora qualcuno ci dica cosa sta succedendo” ha dichiarato l’autore della foto. Sul caso si era già mosso anche il Movimento 5 Stelle nella persona del capogruppo della Sette Fabio Versaci. Negli ultimi anni, del resto, il campanello d’allarme è suonato più volte. La prima nel 2008 quando la Dora si macchiò di giallo all’altezza della Spina 3, tra via Orvieto e corso Mortara. Anche se le prime indagini sul tema risalgono al 2002. Dodici anni fa una ricerca accertò la presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 0,05 milligrammi per litro. Arrivando anche a toccare massimi di 4,55 milligrammi per litro.

E la colpa sarebbe ancora una volta delle vasche di neutralizzazione e filtrazione delle vecchie acciaierie che continuerebbero a rilasciare nel fiume le scorie della lavorazione dell’acciaio. Scorie altamente cancerogene. Il successivo passo fu quello di installare una pompa di aspirazione dei contaminanti nocivi. Peccato che le segnalazioni continuarono. Come dimostrato dalle relazioni della divisione Ambiente del Comune che attestarono un valore nelle falde sotterranee quattro volte superiore al massimo consentito dalla legge.

Si arrivo poi al caso di corso Principe Oddone. Sotto il ponte dove sono ancora in corso i lavori del passante ferroviario spuntarono inquietanti macchie gialle e verdi che portarono i cittadini a riflettere di nuovo sulle infiltrazioni di cromo nel fiume, provenienti dalle ex aree industriali sottoposte a bonifica.

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