Crollo viadotto autostradale a Genova, soccorsi inviati da Torino e dal Piemonte

Oltre 20 morti

Il ponte Morandi crollato

Italia sotto shock con gli occhi puntati su Genova dove è crollato il Ponte Morandi sull’autostrada A10. Intorno a mezzogiorno, per cause ancora da accertare e sotto il temporale, è crollata una parte del viadotto dell'autostrada tra Genova Aeroporto e Genova Ovest. Il ponte, alto 45 metri, è collassato sulla strada sottostante (Video). I morti accertati sono oltre venti, tra cui un bambino di dieci anni, oltre dieci i feriti di cui alcuni in gravi condizioni. La Protezione civile ha attivato il numero verde 800 640 771. Per informazioni e segnalazioni su persone disperse è possibile contattare i numeri 010 5360637 oppure 010 5360654.

Sul posto sono numerosi i mezzi di soccorso arrivati anche da altre regioni italiane, Piemonte compreso. Negli ospedali torinesi è stato attivato il piano di maxi emergenza, con i pronto soccorso predisposti ad accogliere eventuali feriti provenienti dalla Liguria. Anche una quindicina di vigili del fuoco del comando provinciale di Torino sono partiti per Genova.  

Ancora non è chiaro se nella tragedia sono coinvolti dei torinesi. “La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto chi è rimasto incastrato sotto le macerie. Abbiamo l'appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione. Siamo lavorando ma in questo momento non abbiamo ancora la dimensione piena del problema”. Lo ha detto all'Adnkronos Francesco Bermano, direttore del 118 di Genova.

Regione Piemonte, attivata la centrale per l’organizzazione dei soccorsi sanitari

La Regione Piemonte, immediatamente dopo il crollo del viadotto sull’autostrada A10 a Genova, ha aperto la Centrale remota per l’organizzazione dei soccorsi sanitari (Cross) gestita dal 118 di Torino. Il compito della centrale, una delle due esistenti in Italia insieme alla centrale di Pistoia, è quello di coordinare per conto del Dipartimento di Protezione civile di Roma l’allerta e l’attivazione di qualsiasi tipo di soccorso sanitario richiesto dalla regione colpita. In questo caso la centrale contatta tutti i referenti sanitari e i gruppi di intervento delle varie regioni, partendo da quelle più vicine, per accertare in tempo reale la disponibilità dei moduli sanitari, dei mezzi di soccorso, degli elicotteri e dei posti letto nei reparti di terapia intensiva dei principali ospedali. Ricevuti i dati, li trasmette al Dipartimento di Protezione civile di Roma e al responsabile sanitario regionale della regione interessata. La centrale è in funzione dalle 13. Per il momento non sono pervenute richieste specifiche di implementazione dei soccorsi da parte della Regione Liguria. La centrale resta in ogni caso aperta e operativa.

Autostrade chiuse e viabilità

Autostrade segnala sul suo sito sulla A10 Genova-Savona è stato chiuso il tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. Sull'A10 Genova-Savona tra il Bivio per l'A7 Genova-Serravalle e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni si è resa necessaria la chiusura del tratto. All' interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con code. Inoltre per tale motivo si sono formate code sull' a12 Genova-Rosignano Marittimo verso Genova a tra Genova ESt e il Bivio per l'A7 verso Genova e sull' A7 tra Bolzaneto e il Bivio per l'A10 Genova-Savona. Per quanto riguarda la viabilità ordinaria, parte di via Fillak è stata chiusa insieme con via Porro. Chiuse gran parte delle traverse di via Fillak. A ponente, auto dei soccorsi con l'altoparlante stanno girando per avvertire la popolazione dell'accaduto, pregando i cittadini di non muoversi in direzione levante per agevolare i soccorsi.

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Case evacuate

Tutte le case sotto il ponte sono state fatte evacuare per paura che quel che resta del ponte possa crollare sulle palazzine. I soccorritori si sono recati personalmente porta a porta per avvertire i residenti e aiutarli nelle operazioni di sgombero. Lo scenario ricorda quasi una guerra, con decine di cittadini in lacrime, scesi in strada con borse e valigie piene delle poche cose riuscite ad accumulare in poco tempo. Anche le linee telefoniche risultano spesso intasate.
 

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